Il NYT svela le clausole: stop a missili e nucleare per riaprire Hormuz
Il piano segreto degli Stati Uniti per fermare la guerra con l’Iran esiste e ha una struttura definita. Secondo quanto rivelato dal New York Times, l’amministrazione Trump ha inviato a Teheran — tramite la mediazione del Pakistan — una proposta in 15 punti. Il documento punta al cuore delle tensioni: la rinuncia definitiva dell’Iran al programma nucleare e un drastico ridimensionamento del suo arsenale di missili balistici.
L’obiettivo immediato di Washington è la messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz. Il blocco navale iraniano ha ridotto drasticamente l’offerta globale di greggio, facendo impennare i prezzi della benzina negli Stati Uniti e mettendo in ginocchio l’economia globale. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, ha confermato gli sforzi diplomatici, pur ribadendo che l’operazione militare “Epic Fury” prosegue senza sosta fino al raggiungimento degli obiettivi del Pentagono.
TRUMP ALL’ANGOLO: IL GRADIMENTO CROLLA AL 36%
La svolta diplomatica di Trump non sarebbe dettata solo da fini umanitari, ma da una necessità politica di sopravvivenza. Un sondaggio Reuters-Ipsos ha certificato il crollo verticale del Presidente: il gradimento è sceso al 36%, il minimo storico dal suo ritorno alla Casa Bianca. Solo il 29% degli americani approva la gestione della crisi economica, un dato peggiore di quello registrato da Joe Biden nel momento più buio del suo mandato.
Il “Presidente-Taco” (come lo definiscono i detrattori per la tendenza a ritirarsi all’ultimo, dall’inglese Trump always chickens out) è accusato di usare la tregua di 5 giorni solo come un paravento per:
- Calmare i mercati: Abbassare il prezzo del petrolio in un anno elettorale critico.
- Guadagnare tempo: Attendere l’arrivo nel weekend di 2.500 Marines e 3.000 paracadutisti già in viaggio verso la regione.
Molti osservatori ritengono che i 5 giorni concessi da Trump siano un tempo troppo breve per colmare la distanza siderale tra le due nazioni. L’ipotesi è che il tycoon stia preparando il terreno per dimostrare al mondo l’intransigenza di Teheran sulle “linee rosse” (come i missili balistici). Una volta certificato il fallimento del dialogo, Trump avrebbe il pretesto politico per un’azione di forza senza precedenti: l’occupazione dell’isola di Kharg e la presa militare dello Stretto di Hormuz.
Nel frattempo, la pressione internazionale aumenta: il principe saudita Mohammed bin Salman starebbe spingendo Trump a non fermarsi e a continuare l’offensiva per neutralizzare definitivamente l’influenza regionale dell’Iran.