A un anno esatto dalla sua elezione al soglio pontificio, Papa Leone XIV ha scelto il cuore del Sud Italia per ribadire il pilastro del suo magistero: la “pace disarmata e disarmante”. Tra la devozione mariana di Pompei e l’abbraccio di Piazza del Plebiscito a Napoli, il primo Pontefice americano della storia ha lanciato un monito severo contro l’assuefazione ai conflitti.
Il viaggio a Pompei: “L’economia delle armi uccide” Nella città mariana, proprio nel giorno della Supplica alla Madonna di Pompei, il Papa ha denunciato le radici economiche dei conflitti globali:
Leone XIV ha deplorato un sistema economico che “preferisce il commercio delle armi al rispetto della vita umana”. Ha chiesto un impegno che sia politico ma anche spirituale, invitando i fedeli a non rassegnarsi alle “immagini di morte” che dominano le cronache quotidiane. Ha invocato misericordia affinché “illumini quanti hanno speciale responsabilità di governo”, un riferimento neanche troppo velato alle tensioni tra le superpotenze.

Spostatosi a Napoli, il Pontefice ha parlato davanti a una Piazza del Plebiscito gremita, elevando la città a simbolo di una diplomazia “dal basso”. Il Papa ha esortato i napoletani a non essere solo una scenografia per turisti, ma un “cantiere aperto” di pace concreta. Ha lodato i percorsi di accoglienza per i giovani provenienti da contesti di guerra, citando esplicitamente Gaza, e ha chiesto che Napoli diventi una piattaforma di dialogo interculturale per contrastare la logica della forza.
L’anniversario del Papa si intreccia con una fase diplomatica delicatissima per l’Italia e gli Stati Uniti. La premier Giorgia Meloni ha espresso profonda riconoscenza per il messaggio di “fede e speranza” del Papa, definendo la sua voce un “punto di riferimento globale” in un tempo di grandi incertezze.

La visita del Papa segue di poche ore l’incontro in Vaticano con il Segretario di Stato USA Marco Rubio. Rubio, in un punto stampa odierno, ha cercato di bilanciare la linea dura di Donald Trump con la necessità di collaborare con la Santa Sede:”Il Presidente parlerà sempre chiaro, ma avremo sempre un rapporto produttivo con la Chiesa per il suo ruolo fondamentale nel mondo.”

In soli dodici mesi, Robert Prevost ha trasformato il papato in una voce di mediazione pragmatica ma intransigente sui valori della vita. La sua capacità di dialogare con l’amministrazione Trump – nonostante gli attacchi del tycoon – e contemporaneamente di denunciare l’industria bellica, lo ha reso, come sottolineato da Meloni, un attore geopolitico di primo piano, capace di parlare ai “cuori” partendo dalle periferie del mondo, come Napoli.