L’economia mondiale trema sotto i colpi di un’escalation che non sembra conoscere tregua. L’allarme più grave arriva dal Qatar: Doha ha avvertito che il protrarsi del conflitto potrebbe costringere i Paesi del Golfo a una sospensione immediata delle forniture di energia. Uno scenario che, secondo le stime del governo qatariota, farebbe schizzare il prezzo del petrolio fino a 150 dollari al barile, innescando un crollo sistemico delle economie globali.
La tensione si riflette immediatamente sui tabelloni delle materie prime: il greggio ha già sfondato quota 90 dollari, mentre il gas corre sopra i 53 euro. L’Iran ha di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz, l’arteria vitale dove transita un quinto del petrolio mondiale, portando il traffico navale quasi all’azzeramento.
Le conseguenze per i risparmiatori sono devastanti: in una sola settimana, le borse europee hanno bruciato 918 miliardi di euro. Il Brent, balzato da 72 a oltre 82 dollari in pochi giorni, registra un rincaro superiore al 10%.
A Washington il clima è incandescente. L’amministrazione Trump si trova a gestire un’impennata dei carburanti che ricorda la crisi del 2022 seguita all’invasione russa dell’Ucraina. Negli Stati Uniti, il prezzo della benzina è aumentato di 11 centesimi in un solo giorno, raggiungendo i 3,11 dollari al gallone.
Secondo indiscrezioni di stampa, la Chief of Staff Susie Wiles starebbe esercitando forti pressioni sul Segretario all’Energia Chris Wright e sul Segretario degli Interni Doug Burgum affinché trovino “buone notizie” e misure urgenti per calmierare i prezzi. Tra le opzioni al vaglio della Casa Bianca figurano:
- La sospensione temporanea della tassa federale sulla benzina.
- Un intervento militare diretto per difendere le infrastrutture petrolifere negli Stati del Golfo.
Nonostante i report parlino di “corsa ai ripari”, la portavoce Karoline Leavitt ha cercato di gettare acqua sul fuoco, definendo le ricostruzioni dei media come “pettegolezzo sensazionalistico”. “Nessuno si sta facendo prendere dal panico”, ha assicurato, ribadendo la fermezza della linea governativa.