Svolta storica in Veneto. Il Consiglio regionale ha approvato la proposta di legge di iniziativa popolare che regolamenta procedure e tempi dell’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. Il Veneto è la quarta Regione italiana a legiferare sul tema (dopo Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna), ma è la prima in assoluto amministrata dal centrodestra.
L’esito del voto in Veneto e la spaccatura della maggioranza
Il provvedimento è passato con 32 voti favorevoli, 5 astenuti e 14 contrari, mostrando profonde divisioni interne alla maggioranza di governo regionale:
- Favorevoli e libertà di coscienza: Lega e Forza Italia hanno concesso libertà di coscienza ai propri consiglieri, permettendo il raggiungimento della maggioranza.
- Il no di Fratelli d’Italia: Il partito di Giorgia Meloni ha votato in modo compatto contro l’approvazione del testo.
- L’esultanza di Luca Zaia: L’ex governatore ha difeso con forza la scelta dell’aula: «Una risposta doverosa. In Veneto sono giunte 31 domande dal 2019 e due hanno avuto il via libera. I temi etici sono una no-fly zone per la politica».
Lo stallo in Parlamento e le reazioni politiche
| Area Politica | Posizione e Reazioni |
| Fratelli d’Italia | Opposizione alle iniziative regionali. Il senatore Matteo Gelmetti ribadisce che la materia non può essere frammentata e che la legge regionale «non andava presentata». A giugno il testo nazionale (a prima firma Bazoli) era stato rispedito in commissione su pressione di FdI. |
| Forza Italia | Apertura a una normativa nazionale. Esponenti azzurri come Alessandro Cattaneo e Paolo Emilio Russo chiedono di approvare una legge organica entro la fine della legislatura per evitare la frammentazione territoriale delle tutele. |
| Opposizioni (PD, Azione, +Europa, IV) | Incalzano il governo Meloni. Alessandro Zan (PD), Carlo Calenda (Azione) e Riccardo Magi (+Europa) sostengono che l’approvazione veneta lasci la maggioranza senza alibi e dimostri la necessità urgente di una legge nazionale. |