Il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, esulta per quello che definisce un «grande successo del Governo italiano». Da Strasburgo è arrivato infatti il via libera dell’Europarlamento all’ampliamento della lista dei Paesi sicuri (che ora include ufficialmente Egitto e Tunisia, oltre a Bangladesh, Colombia, Kosovo, India e Marocco) e alle nuove regole sugli hub per i migranti all’estero. Un asse tra popolari e destre ha permesso di far valere la posizione di Roma, accelerando le procedure di asilo e rimpatrio.
Le novità nel pacchetto immigrazione
Il decreto che approderà domani in Cdm punta a recepire il Patto Europeo Migrazione e Asilo e a integrare norme precedentemente stralciate dal DDL Sicurezza. I punti chiave includono:
- Il “Blocco Navale” tecnico: La misura prevede la possibilità di interdire l’ingresso nelle acque territoriali per motivi di sicurezza nazionale o di «pressione migratoria eccezionale». Il blocco potrà durare 30 giorni, prorogabili fino a sei mesi.
- Hub in Paesi terzi: In caso di emergenza, i migranti potranno essere condotti in Paesi terzi con cui l’Italia ha siglato accordi (seguendo il modello Albania), indipendentemente dalla loro nazione di provenienza.
- Stretta sui ricongiungimenti: Previsti criteri più rigidi per le procedure di ricongiungimento familiare, nell’ottica di un maggiore controllo dei flussi.
Il clima politico intorno al provvedimento rimane tesissimo: FdI, con l’eurodeputato Alessandro Ciriani, rivendica la scelta di «restituire alla politica il governo dei flussi», sottraendolo alla gestione emergenziale. Gli europarlamentari di Alleanza Verdi e Sinistra attaccano frontalmente la nuova lista dei Paesi sicuri, sostenendo che il diritto d’asilo sia stato «di fatto cancellato per fare posto alla disumanizzazione».
Sembra invece destinata a saltare la cosiddetta norma “salva Almasri”, che prevedeva la consegna rapida allo Stato di appartenenza di persone ritenute pericolose per la sicurezza nazionale o le relazioni internazionali. Una misura che aveva sollevato dubbi di legittimità costituzionale e che probabilmente resterà fuori dal pacchetto finale per evitare nuovi contenziosi con la magistratura.