Pronta la lista dei ministri di Carlo Cottarelli. Il presidente del Consiglio incaricato sara’ al Quirinale alle 16.30 per presentarla a Mattarella, informa la presidenza della Repubblica. La Lega insiste con Berlusconi per un’alleanza che cambi l’Europa altrimenti non se ne fa niente. Il M5s preme su Salvini perche’ sostenga la richiesta di messa in stato d’accusa del capo dello Stato e prepara la manifestazione del 2 giugno. Martina propone al Pd di astenersi sulla fiducia al nuovo governo per rispettarne la neutralita’, decidera’ la Direzione.
Incarico all’economista Cottarelli per un governo snello e con pochi ministri, la cui lista sara’ presentata oggi. Alle 16 e 30 il Presidente della Repubblica ha convocato Cottarelli al Quirinale. mentre Lega e M5s chiamano alla mobilitazione. Italia divisa sul presidente della Repubblica, mentre Macron ne elogia ‘responsabilita’ e coraggio’. Lo spread sale ancora in apertura e poi tocca quota 260 punti a fronte dei 233 della chiusura di ieri. Oggi le considerazioni finali di Visco e i dati Istat sulla fiducia.
“Ci hanno bloccato una volta, ma la seconda volta, piu’ forti e con piu’ voti ce la faremo… Mattarella si’, Mattarella no”. Parola di Matteo Salvini. Il segretario leghista conferma che non si unisce alla richiesta di impeachment a Sergio Mattarella spiegando che non ha ingaggiato una “guerra” con il capo dello Stato. Ma si rivolge direttamente al presidente della Repubblica guardando la telecamera dal divanetto bianco di ‘Pomeriggio 5’ di Barbara D’Urso. “Mattarella ha detto ‘no, questo governo non lo fate’? Presidente, ci rivediamo fra qualche mese, saremo ancora di piu’, saremo ancora piu’ forti e il governo lo facciamo”, scandisce il capo di via Bellerio. Poco prima di Luigi Di Maio, che Salvini ha incontrato nel pomeriggio, dice di aver fatto altri nomi per il ministero del Tesoro, oltre a quello ‘sgradito’ al Colle di Paolo Savona (e cita i parlamentari leghisti Alberto Bagnai e Armando Siri). Circostanza poi smentita in una nota dal Quirinale. Nel giorno dell’incarico a Carlo Cottarelli, la Lega chiede che si vada a votare il prima possibile. La data su cui si ragiona e’ entro le prime due settimane di settembre. E, naturalmente, il tema che si pone e’ come presentarsi: se ancora nella formula della coalizione di centrodestra, con FI e Fratelli d’Italia, o con il nuovo ‘dialogante’, M5s. Nell’incontro con il capo politico dei pentastellati, Salvini concorda che i due partiti attueranno il contratto di governo nelle commissioni parlamentari (che ancora devono costituirsi e che probabilmente proveranno a ‘spartirsi’). Entrambi i leader annunciano poi iniziative di piazza ‘gemelle’ in occasione del 2 giugno. Il giorno dopo l’interruzione sul nascere del governo del ‘cambiamento’, i due protagonisti sembrano piu’ vicini che lontani. Sia Di Maio sia Salvini tengono la porta aperta e rispondono con un generico ‘vedremo’ alle domande sulle prospettive di alleanze future. Anche se al momento la coalizione di centrodestra tiene: la Lega, per esempio, si presentera’ alle amministrative del 10 giugno con accordi strutturati con FI e FdI in quasi tutti i Comuni sopra i 15mila abitanti al Nord. Mentre i Cinque stelle sembrano voler confermare la linea del ‘no’ ad alleanze organiche prima del voto.
Il fatto che Silvio Berlusconi abbia annunciato che parere “negativo” alla fiducia al “governo tecnico” di Cottarelli, poi, toglie pretesti anche, tra gli alleati, ai piu’ desiderosi di sfilarsi. Chiaramente se dovessero presentarsi nuovamente alle politiche in coalizione, il potere di autonomia del Cavaliere su candidature, collegi e programmi – si fa notare in via Bellerio – sarebbe molto ridimensionato. Salvini poi e’ particolarmente duro nei confronti di chi, in FI, nelle ultime settimane ha “vomitato contro gli alleati” mentre lui ha “sempre tenuto salda” la coalizione. Il capo leghista sostiene poi che le prossime politiche saranno un referendum tra “chi mette al centro l’Italia” e chi “sta dalla parte dell’Europa”, sottolineando le divergenze con il partito di Berlusconi sui temi europei. “Se in FI dicono ‘Viva l’Europa, viva la Merkel’, come ieri, la situazione si fa difficile”, minaccia. Salvini poi ribadisce di essere disponibile a modificare la legge elettorale, introducendo un premio di maggioranza che dia “un voto in piu'” a chi vince. Non precisa se si tratta di un premio alla lista, al partito o alla coalizione. Ma spiega che intende provare a cambiarla insieme al Movimento 5 stelle. Non e’ esclusa neanche l’ipotesi, la piu’ citata al momento tra i leghisti, che il partito con l’Alberto da Giussano nel simbolo corra da solo per poi decidere eventuali alleanze in un secondo tempo per magari riproporre uno scenario di matrimonio con i 5 stelle, come stavolta, nel ‘post’ voto. Domani parola ai gruppi e al consiglio federale della Lega, convocato a Roma per la prima volta nella storia del Movimento.