“Apprendo da fonti giornalistiche che sarei iscritto nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla piastra EXPO. Pur non avendo la benché minima idea delle ipotesi investigative, ho deciso di autosospendermi dalla carica di Sindaco, determinazione che formalizzerò domani mattina nelle mani del Prefetto di Milano”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala in una nota dopo la notizia diffusa in serata sull’iscrizione del primo cittadino ed ex commissario EXPO nel registro degli indagati nel fascicolo che riguarda i lavori della Piastra per l’Esposizione universale con l’ipotesi di concorso in falso ideologico e falso materiale.
Al sindaco di Milano Giuseppe Sala, indagato dalla Procura generale di Milano nell’inchiesta sulla cosiddetta ‘Piastra dei Servizi’ in qualita’ di ex ad ed ex commissario straordinario di Expo, da quanto si e’ saputo, viene contestata dai magistrati un’ipotesi di falso. A coordinare l’inchiesta e’ il sostituto pg di Milano Felice Isnardi che poco piu’ di un mese fa ha avocato l’indagine togliendola alla Procura che aveva chiesto l’archiviazione del fascicolo. Richiesta che era stata ‘bocciata’ dal gip. Con le nuove indagini della Procura generale e’ arrivata l’iscrizione di Sala.
“Sala e’ sempre stato protetto, faccia chiarezza o si faccia da parte. Milano non merita queste ombre” Cosi’ il segretario della Lega e consigliere comunale di Milano, Matteo Salvini.
Ci sarebbero, dunque, nuovi indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla ‘Piastra’ di Expo, l’infrastruttura più onerosa realizzata nel sito di Rho Pero dalla ditta Mantovani. Il dato emerge dalla richiesta di proroga delle indagini, inviata dal sostituto Pg Felice Isnardi, che ha chiesto altri sei mesi di tempo per approfondire la vicenda, dopo aver avocato a se l’inchiesta. La Procura, al contrario, puntava sull’archiviazione ma il gip Andrea Ghinetti si è opposto. Nell’atto firmato dal sostituto Pg Isnardi si parla di possibili “nuove iscrizioni” e della necessità di sentire altre persone informate sui fatti” e in generale di approfondire ancora le indagini.
L’inchiesta condotta dai pm Paolo Filippini, Roberto Pellicano e Giovanni Polizzi, poi avocata dalla procura generale di Milano, riguarda l’assegnazione alla società Mantovani di un appalto per la realizzazione della ‘Piastra’ dell’area di Rho Pero, dove si è svolta l’esposizione universale. La base d’asta era di 272 milioni di euro e la Mantovani si era aggiudicata la gara con un ribasso del 42% per 149 milioni di euro. Gli indagati per turbativa d’asta noti fino a ora sono cinque: Piergiorgio Baita (presidente della società Mantovani, già arrestato a Venezia per il Mose), due ex manager Expo già arrestati per altre vicende, Angelo Paris e Antonio Acerbo, e gli imprenditori della società Socostramo, Erasmo e Ottaviano Cinque.