L’ex Alto Rappresentante esprime “piena fiducia nel sistema giudiziario”. L’ex Segretario SEAE lascia in anticipo l’incarico per tutelare l’istituzione. Continuano le indagini sui presunti reati del 2021-2022. L’ipotesi di una talpa
All’indomani del rilascio da parte delle autorità belghe, i due principali indagati nell’inchiesta della Procura Europea (Eppo)—l’ex Alto Rappresentante Federica Mogherini e l’ex Segretario Generale del SEAE Stefano Sannino—hanno rilasciato le loro prime dichiarazioni. Entrambi hanno espresso fiducia nella magistratura, ma con esiti personali diversi.
Federica Mogherini, attuale Rettrice del Collegio d’Europa, ha chiarito in una nota di aver risposto in modo “sereno, corretto e trasparente” alle domande degli inquirenti sulla procedura di istituzione dell’Accademia Diplomatica dell’Unione Europea.
“Ho piena fiducia nel sistema giudiziario e confido che la correttezza delle azioni dell’Accademia sarà accertata,” ha dichiarato Mogherini, assicurando piena collaborazione alle autorità. Il suo legale ha precisato che l’esame si è svolto in “totale trasparenza”.
Una decisione di maggiore impatto è stata presa da Stefano Sannino, che ha annunciato l’intenzione di lasciare anticipatamente il suo attuale incarico di Direttore della DG MENA (Commissione Europea) a fine dicembre.
In un messaggio interno visionato da Euractiv, Sannino ha confermato di essere stato interrogato in relazione a un progetto svolto durante il suo mandato al SEAE, ma ha specificato di non ritenere più “opportuno continuare” nel suo ruolo per tutelare la Direzione Generale: “La Direzione generale deve rimanere concentrata sulla sua attività e attuare l’ambizioso programma che abbiamo sviluppato,” ha scritto.
Le accuse formali, che riguardano anche il manager Cesare Zegretti, sono relative a presunti reati commessi nel periodo 2021-2022 e includono frode e corruzione in appalti, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale.
L’inchiesta ruota attorno all’assegnazione dell’Accademia Diplomatica UE al Collegio d’Europa. Il sospetto degli inquirenti è che i partecipanti all’appalto abbiano ricevuto in anticipo informazioni riservate, quali criteri di selezione e requisiti richiesti, prima della pubblicazione del bando da parte del SEAE.
L’Alta Rappresentante in carica, Kaja Kallas, in una lettera al personale del SEAE, ha definito le accuse “profondamente scioccanti”, pur sottolineando che non devono “offuscare il buon lavoro” svolto dalla maggioranza dei funzionari.
Intanto, emergono dettagli sulla genesi dell’indagine: la denuncia originaria, presentata all’Ufficio Europeo Antifrode (Olaf), potrebbe essere stata innescata da una “talpa” interna al Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE), l’ente che aveva assegnato il programma di formazione al Collegio d’Europa (presieduto da Mogherini).