FNSI-USIGRAI, ‘SCONCERTATI’
Impossibilita’ di risalire al movente ed agli autori degli omicidi dell’inviata del Tg3 Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, avvenuti il 20 marzo 1994 a Mogadiscio, in Somalia, e nessuna prova di presunti depistaggi. La procura di Roma chiude, con una richiesta di archiviazione, l’inchiesta sui fatti di 23 anni fa. A decidere, ora, sara’ il gip. Fnsi e Usigrai esprimono ‘sconcerto, amarezza e rabbia’. Questi i sentimenti che suscita la richiesta di archiviazione dell’inchiesta. I due sindacati auspicano che la richiesta di archiviazione venga respinta.
Finisce con una richiesta di archiviazione l’indagine della Procura di Roma sull’omicidio della giornalista del Tg3 Ilaria Alpi e dell’operatore Miran Hrovatin, assassinati il 20 marzo 1994 in un agguato a Mogadiscio, in Somalia. Il pm Elisabetta Ceniccola e il Procuratore Giuseppe Pignatone hanno preso atto che non e’ possibile risalire ai mandanti e agli esecutori materiali del duplice delitto e che non c’e’ stata alcuna prova di presunti depistaggi. Nelle 80 pagine di provvedimento che sara’ ora vagliato dal gip, si spiega non solo che non e’ stato possibile attivare una serie di accertamenti in Somalia ma anche che l’unico condannato di questa vicenda, il presunto miliziano somalo Omar Hashi Hassan, e’ stato assolto a Perugia nel processo di revisione che ha messo in luce una serie di anomalie nella gestione di quello che per anni e’ stato considerato il ‘supertestimone’, rivelatosi poi falso, Ahmed Ali Rage, detto Gelle. Proprio lui, durante le indagini preliminari, tiro’ in ballo Hassan, accusandolo di aver fatto fuoco contro i due italiani e poi alla fine del 1997 spari’ dalla circolazione ben prima che il processo avesse inizio. Rage, rintracciato poi in Inghilterra da una cronista del programma tv ‘Chi l’ha visto?’ pochi anni fa, ha ammesso di non essere mai stato sul luogo dell’agguato e di aver coinvolto Hassan, in cambio di benefici, solo perche’ “gli italiani avevano fretta di chiudere il caso”. Le indagini sulla gestione di questo falso teste, pero’, non hanno fatto emergere elementi tali da ipotizzare un depistaggio.
“Sconcerto, amarezza e rabbia. Questi i sentimenti che suscita la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sull’uccisione di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin avvenuta il 20 marzo 1994 a Mogadiscio. Sentimenti aggravati dalla recente sentenza emessa dal tribunale di Perugia che ha scagionato l’unico imputato e ha di fatto confermato l’impressionante serie di depistaggi e bugie che hanno caratterizzato questa vicenda. Riteniamo che la ricerca della verità debba proseguire non soltanto per un dovere nei confronti delle due vittime, ma anche e soprattutto perché in uno Stato di diritto non possono essere consentite omissioni e reticenze. Per questa ragione, nell’auspicare che la richiesta di archiviazione non venga accolta, abbiamo concordato con la signora Luciana Alpi che qualsiasi ulteriore iniziativa sarà decisa ed annunciata il prossimo 6 luglio nel corso della manifestazione promossa da Fnsi, Usigrai e Articolo21, alle ore 17.30 nella sede della Federazione nazionale della stampa a Roma, in occasione della presentazione del libro “Esecuzione con depistaggi di Stato”. Siamo certi che le massime autorità dello Stato seguiranno l’iniziativa con la dovuta attenzione”. Così in una nota Fnsi e Usigrai.