In un’Aula della Camera tesa e polarizzata, il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha riferito oggi sugli scontri avvenuti sabato a Torino durante il corteo pro-Askatasuna. L’informativa si è trasformata rapidamente in un terreno di scontro politico tra il Governo, deciso a varare nuove strette sulla sicurezza, e le opposizioni che accusano l’esecutivo di “comizio elettorale” e propaganda.
Il bilancio finale degli scontri è pesante: 108 feriti tra le forze dell’ordine, 27 fermati e 3 arresti. Per il Ministro Piantedosi, il corteo di sabato non è stato una semplice manifestazione, ma una vera e propria “resa dei conti con lo Stato” pianificata dai centri sociali dopo lo sgombero dello storico immobile occupato.
Il Ministro ha usato parole durissime, puntando il dito contro chi, a suo dire, offrirebbe una sponda ideologica ai facinorosi: “Chi sfila a fianco di questi delinquenti finisce per offrire loro una prospettiva di impunità. Siamo di fronte a violenza organizzata, non possono esserci silenzi o ambiguità. Le forze di polizia non chiedono immunità, ma non devono essere bersagli mobili.” Piantedosi ha inoltre difeso la necessità del fermo preventivo (che sarà inserito nel Cdm di giovedì), spiegando che serve a “depotenziare i violenti prima che entrino in azione”, citando modelli già presenti in altri Paesi europei.
Le risposte dai banchi della minoranza sono state immediate e senza sconti: Angelo Bonelli (AVS): ha accusato il Ministro di aver trasformato l’Aula in un comizio: “Lei parla da capo partito, non da Ministro. È inaccettabile usare le divise per fare propaganda mentre lasciate gli agenti senza organici e con stipendi inadeguati”.
Matteo Mauri (PD): ha ribadito la fiducia nelle forze dell’ordine ma ha attaccato il Governo: “Voi strumentalizzate persone perbene che manifestano democraticamente, criminalizzando tutti per giustificare norme autoritarie”.
Maria Elena Boschi (IV): ha chiesto di riportare gli agenti nelle strade invece di “tenerli nei centri vuoti in Albania”, bocciando l’ennesimo “decreto propaganda”.
M5S: Giuseppe Conte e i parlamentari pentastellati hanno denunciato la “svolta autoritaria” del pacchetto sicurezza, che a loro dire affiderebbe poteri sanzionatori alla polizia scavalcando la Magistratura.
La segretaria del PD, pur applaudendo il ringraziamento alle forze dell’ordine in Aula, ha mantenuto la linea della fermezza contro la violenza ma della netta opposizione alle strumentalizzazioni: “Le forze dell’ordine sono patrimonio dello Stato, non una questione di parte. Chiediamo al Governo di non dividere il Paese in un momento così delicato”.