Si sono chiusi i lavori del VII congresso nazionale “incontri clinico-radiologici di neuroscienze” intitolato a Michela Bonamini. Il convegno è stato inaugurato dal sindaco Piero Vigorelli e ha visto la partecipazione dei principali esponenti universitari ed ospedalieri delle neuroscienze italiane. Durante le tre giornate di lavoro sono stati affrontati molti argomenti attuali quali l’ischemia celebrale, la patologia degenerativa del rachide e la sclerosi multipla.
“La gestione dell’ischemia cerebrale, dalla diagnosi alle strategie di trattamento, rappresenta un argomento critico dei nostri giorni. La diagnosi deve essere tempestiva, il trattamento medico ed interventistico deve essere immediato e mirato”, spiega Alberto Pierallini, presidente del congresso e Primario del Servizio Diagnostica per Immagini, IRCSS San Raffaele Roma. “Più la diagnosi è precoce, più si riduce l’estensione del danno. Per questo sono necessari percorsi condivisi che interessino tutto il sistema di Emergenze-Urgenza”. In particolare Salvatore Mangiafico, primario dell’Ospedale Careggi di Firenze e Alberto Beltramello, Presidente dell’Associazione Italiana di Neuroradiologia hanno illustrato le tecniche di rimozione meccanica endovascolare del trombo nella fase acuta dell’ischemia, attuale manovra che consente ove praticabile di ridurre sensibilmente mortalità e danni cronici derivanti dall’ictus cerebrale. E’ stato posto l’accento sulla drammatica necessità da parte delle università italiane di formare personale idoneo ad eseguire tale tipo di trattamento, attualmente carente sul territorio nazionale.
Si è discusso del trattamento del dolore nelle patologie degenerative del rachide, patologia estremamente diffusa e spesso causa di limitazione di autonomia della vita lavorativa e a volte anche di relazione: In particolare Guido Trasimenni dell’Ospedale Sant’andrea di Roma ha portato i dati della sua esperienza nelle infiltrazioni peridurali di steroidi mentre Mario Muto dell’Ospedale Cardarelli di Napoli ha parlato di nucleo plastica e vertebroplastica, tutte manovre minimamente invasive che servono ad alleviare le sofferenze del paziente e spesso si sostituiscono all’intervento vero e proprio.
Non ultimo per importanza, si è parlato delle nuove terapie della Sclerosi Multipla: Enrico Millefiorini dell’Università “La Sapienza” ha parlato di terapie ancora in fase di sperimentazione con le quali si potrebbe aprire la strada ad un processo di rimielinizzazione delle lesioni della sclerosi multipla mentre Marco Salvetti del Sant’Andrea ha illustrato i vantaggi ma anche i rischi dell’utilizzo del Tysabri nel trattamento delle forme progressive della malattia.