L’Istat ha confermato le stime preliminari per il mese di agosto 2026, certificando la risalita dell’inflazione in Italia al 3,3% su base annua (dal 2,9% registrato a luglio). L’accelerazione dell’indice generale è trainata interamente dal settore degli energetici (+17,1%), mentre si registra una contrazione del “carrello della spesa” e dell’inflazione di fondo.
La mappa dei rincari: energetici e carburanti
L’andamento dei prezzi nel comparto energetico registra rialzi significativi sia sul mercato tutelato sia su quello libero:
| Voce di spesa | Variazione tendenziale ad agosto | Note e variazioni mensili |
| Gas naturale (mercato tutelato) | +31,0% | In forte accelerazione (+6,2% rispetto a luglio) |
| Gasolio da riscaldamento | +31,8% | +10,7% rispetto a luglio |
| Gasolio da autotrazione | +26,7% | +5,2% rispetto a luglio |
| Elettricità (mercato libero) | +18,6% | +1,4% rispetto a luglio |
| Benzina | +16,3% | +6,3% rispetto a luglio |
| Elettricità (mercato tutelato) | +9,7% | Stabile su base mensile |
Prezzi alla pompa: Secondo le ultime rilevazioni del Mimit dall’Osservatorio prezzi, la benzina in modalità self service ha toccato la media nazionale di 2,132 euro al litro (in salita dai 2,120 euro del giorno precedente), mentre il gasolio si attesta a 2,246 euro al litro (da 2,231 euro). Il Consiglio dei Ministri valuterà in giornata possibili interventi selettivi e la proroga del taglio delle accise.
Frenano alimentari e carrello della spesa
A contrastare l’impatto dei costi energetici è il trend del settore alimentare:
- Carrello della spesa: I prezzi dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (alimentari, cura della casa e della persona) rallentano leggermente, scendendo allo 0,9% (dall’1,0% di luglio).
- Alimentari lavorati: Registrano un ampliamento del calo tendenziale, attestandosi a -0,4% (dal -0,2% del mese precedente).
- Fondo inflazionistico: L’inflazione di fondo (al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi) scende all’1,5%, mentre l’inflazione acquisita per il 2026 sale al 2,9%.
Le stime dei consumatori
Il Codacons ha evidenziato che l’incremento dell’inflazione al 3,3% comporta un impatto economico diretto sulle famiglie: l’aggravio medio stimato è di 1.091 euro all’anno per un nucleo familiare tipo, valore che sale a 1.507 euro all’anno per le famiglie con due figli, con forti preoccupazioni in vista della prossima stagione termica.