La strada verso un allentamento della politica monetaria americana si fa improvvisamente ripida. I dati del Dipartimento del Lavoro pubblicati oggi certificano una nuova accelerazione dell’inflazione ad aprile, salita al 3,8% su base annua. Si tratta del livello più alto registrato dal maggio 2023, un balzo spinto dall’impennata dei costi energetici legati al conflitto con l’Iran.
Il fattore energia e il calo del potere d’acquisto L’aumento dei prezzi ha superato sia il dato di marzo (+3,3%) sia le attese degli analisti (+3,7%). A trainare la corsa è il comparto energetico, con un aumento annuo del 18%:
- Benzina: +28,4% rispetto allo scorso anno.
- Gasolio da riscaldamento: +54%.
- Tariffe aeree: +21%.
Anche l’inflazione “core” (al netto di energia e alimentari) è salita al 2,8%, restando pericolosamente lontana dal target del 2% fissato dalla Federal Reserve. Per le famiglie americane l’impatto è diretto: ad aprile, le retribuzioni reali (al netto dell’inflazione) sono scese dello 0,3%, segnando la prima erosione del potere d’acquisto in un anno.
Cambio della guardia alla Fed: l’era Warsh In questo scenario di estrema incertezza, il Senato ha confermato Kevin Warsh nel board della Federal Reserve con un mandato di 14 anni. Warsh, sponsorizzato dal Presidente Donald Trump, è destinato a succedere a Jerome Powell come Chair della banca centrale (il voto per la presidenza è atteso tra oggi e venerdì).
Il compito per Warsh si preannuncia arduo: Trump preme per un drastico taglio dei tassi per stimolare l’economia in vista delle elezioni, ma i dati macroeconomici suggeriscono la necessità di mantenere, o addirittura inasprire, il costo del denaro. Powell, dal canto suo, ha annunciato che resterà nel board come Governatore anche dopo la fine del suo mandato da presidente (prevista per il 15 maggio), una mossa interpretata come un presidio a tutela dell’indipendenza dell’istituto dai diktat della Casa Bianca.
L’incognita geopolitica Il futuro della politica monetaria dipenderà in gran parte dallo Stretto di Hormuz. Se il traffico marittimo e il flusso di greggio non torneranno alla normalità, i prezzi dei carburanti continueranno a tenere l’inflazione alta, rendendo impossibile quel taglio dei tassi che i mercati davano per certo all’inizio dell’anno. La prima prova per la “nuova” Fed di Warsh sarà la riunione del 16-17 giugno, che si preannuncia già come una delle più tese degli ultimi decenni.