Il CEO di Anthropic, Dario Amodei, ammette le responsabilità del settore per il deficit di benefici concreti. Tra timori di una bolla finanziaria stile “dot-com” e tassi di fallimento dei progetti aziendali sopra il 40%, cresce lo scetticismo di consumatori e investitori.
Troppe promesse non mantenute, marketing aggressivo e pochi benefici concreti per la vita di tutti i giorni. È questo il quadro che emerge dalle recenti dichiarazioni dei leader del settore dell’intelligenza artificiale e dalle analisi di mercato, che evidenziano una netta discesa nella fiducia di consumatori e imprese verso le tecnologie generative.
LA RESA DI ANTHROPIC: «LA COLPA È NOSTRA»
A fare autocritica è stato l’amministratore delegato di Anthropic, Dario Amodei, che in una serie di interventi sul social network X ha definito “fondata” la frustrazione del pubblico:
«La responsabilità di non aver ancora mostrato impatti positivi tangibili è interamente nostra. Continuare a fare parallelismi con strumenti che oggi non esistono pubblicamente, come le soluzioni per la cura del cancro, porta la gente a pensare che l’IA sia soltanto un inganno. L’unica cosa che funzionerà davvero sarà curare il cancro sul serio.»
Amodei ha annunciato un’accelerazione degli sforzi della propria azienda nei settori della biologia e della medicina, promettendo “primi segnali tangibili” nei prossimi mesi.
IL Rischio “BOLLE DOT-COM” SECONDO OPENAI, GOOGLE E BCE
Le ammissioni di Anthropic arrivano dopo una serie di avvertimenti lanciati dai vertici dei principali colossi tecnologici:
- Sam Altman (OpenAI): Ha paragonato il clima finanziario attorno alle startup di IA alla bolla delle dot-com di fine anni ’90, definendo “non razionali” le valutazioni miliardarie per realtà embrionali e prevedendo ingenti perdite per molti investitori. Ciononostante, OpenAI conferma investimenti in infrastrutture da trilioni di dollari.
- Sundar Pichai (Alphabet/Google): Ha riconosciuto “elementi di irrazionalità” nella corsa agli investimenti, ricordando che la spesa in IA di Mountain View è passata da meno di 30 miliardi a oltre 90 miliardi di dollari all’anno.
- Banca Centrale Europea (BCE): In un recente report, la BCE ha evidenziato come il rally azionario legato all’IA abbia spinto le valutazioni di Borsa a picchi slegati dai rendimenti effettivi, esponendo le famiglie europee a oltre 440 miliardi di euro di asset concentrati sulla tecnologia statunitense.
I NUMERI DEL REFLUSSO: CONSUMATORI FRETTOLOSI E AZIENDE IN FUGA
Lo scarto tra le aspettative del marketing e la realtà operativa trova riscontro nei dati delle principali analisi di mercato:
- Consumatori (Prophet & Pew Research): Secondo il report “2026 AI-Powered Consumer Report” di Prophet, sebbene l’uso dell’IA generativa tra la popolazione sia salito al 73% (dal 45% del 2024), l’entusiasmo degli utenti ha subito un calo del 30%. Un sondaggio del Pew Research Center indica inoltre che il 50% degli adulti statunitensi si dichiara più preoccupato che ottimista sull’IA (rispetto al 37% del 2021).
- Mondo Corporate (MIT & S&P Global): Una ricerca condotta dal MIT rivela che solo il 5% dei progetti aziendali basati su IA riesce ad ottenere un impatto significativo su produttività o ricavi.
- Abbandono dei progetti: Secondo S&P Global Market Intelligence, il 42% delle aziende ha abbandonato le proprie iniziative di IA. Il 46% dei progetti non arriva nemmeno alla fase di produzione a causa dei costi eccessivi, delle difficoltà di integrazione e dei rischi legati alla privacy e alla sicurezza dei dati.