«L’Italia non è in guerra e non vuole entrarci». Dai microfoni di Rtl 102.5, la premier Giorgia Meloni traccia una linea netta sulla posizione italiana nel conflitto che sta infiammando il Medio Oriente. Nonostante l’escalation e le pressioni internazionali, la Presidente del Consiglio chiarisce che, al momento, non è pervenuta alcuna richiesta da Washington per un uso “offensivo” delle basi militari sul territorio nazionale.
Il nodo delle basi e il ruolo delle Camere
Meloni ha spiegato la distinzione tecnica tra le attività correnti e un eventuale coinvolgimento bellico: «Esistono accordi storici che risalgono al 1954. Oggi le autorizzazioni riguardano esclusivamente la logistica e operazioni “non cinetiche”, ovvero senza bombardamenti». La premier ha però blindato ogni possibile sviluppo futuro: «Se arrivassero richieste per un utilizzo più esteso delle basi, la competenza sarebbe del Governo, ma credo che una decisione simile andrebbe presa insieme al Parlamento».
Difesa aerea per i Paesi del Golfo
Mentre si dicono “no” alle operazioni d’attacco, l’Italia si prepara a inviare aiuti difensivi ai partner dell’area. «Come Francia, Germania e Regno Unito, intendiamo inviare sistemi di difesa aerea ai Paesi del Golfo», ha annunciato Meloni. La scelta risponde a tre necessità strategiche:
- Protezione dei connazionali: Nell’area risiedono decine di migliaia di civili italiani.
- Sicurezza dei contingenti: Circa 2.000 militari italiani sono attualmente schierati nella regione.
- Approvvigionamento energetico: Il Golfo resta vitale per l’economia nazionale.
Stangata sugli speculatori e pressing sull’UE
Sul fronte interno, la preoccupazione principale riguarda il caro bollette. La premier ha annunciato il pugno di ferro contro chi approfitta della crisi: «Siamo pronti ad aumentare le tasse alle aziende che speculano sui prezzi dell’energia. Arera ha già attivato una task force di monitoraggio». A livello europeo, l’Italia porterà al prossimo Consiglio UE una proposta drastica: la sospensione del sistema ETS (le quote di emissione di CO2) per evitare che i costi ambientali gravino ulteriormente sul prezzo dell’elettricità in questa fase di emergenza.
Il fronte interno: Mattarella, Riforme e Giustizia
Meloni ha poi smentito categoricamente le voci di frizioni con il Colle: «Le divergenze con Mattarella sono totale fantascienza. Condividiamo le stesse preoccupazioni». Spazio anche all’agenda politica nazionale:
- Legge Elettorale: La premier difende la riforma come strumento «contro gli inciuci di palazzo» e annuncia un emendamento di FdI per inserire le preferenze.
- Giustizia: «Riformarla è fondamentale, se falliamo stavolta non avremo un’altra occasione».
- Sicurezza e migranti: Attacco frontale ad alcuni giudici che bloccano i trasferimenti in Albania di migranti con precedenti penali gravi. «Surreale non poter rimpatriare uno stupratore di gruppo. Mi chiedo dove siano le femministe».
L’ombrello nucleare francese
Infine, una nota sulla difesa comune: Meloni ha accolto il dibattito sulla capacità di dissuasione nucleare francese, ma con cautela. «Rimane un arsenale francese sotto il controllo esclusivo di Parigi. La nostra cornice di sicurezza resta e deve rimanere la Nato».
La crisi mediorientale “rischia di allargarsi a livello globale; rischia di far tremare la fragile tregua a Gaza, ma anche di incidere sulla sicurezza energetica europea e sugli interessi nazionali italiani. Per questo, Ministro Tajani e Ministro Crosetto, oggi non basta riferire: oggi serve una linea politica, e non dovevate essere voi a darla, doveva essere qui la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e parlare al Paese, che è giustamente preoccupato”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein parlando in Aula durante le dichiarazioni di voto dopo le comunicazioni dei ministri della Difesa e degli Esteri, Crosetto e Tajani, sulla crisi del Golfo.”Invece quello che il Paese ha visto fin qui è un governo che non chiarisce qual è la posizione ufficiale dell’Italia – aggiunge -, che si è affezionato al ruolo di mero osservatore che prende atto di ciò che accade e che non ha il coraggio di dire agli alleati quando sbagliano. E qui c’è un’enorme questione di merito: ma è normale che il Ministro Tajani venga qui a fare appelli all’unità mentre la Presidente del Consiglio va alla radio ad attaccare le opposizioni come ha fatto questa mattina? Non ci avete chiamato, non ci avete convocato; abbiamo dovuto apprendere questa mattina il testo persino della vostra risoluzione dalle agenzie di stampa”.”Qual è la valutazione politica del governo italiano su questi attacchi? – prosegue -. Perché siamo tutti d’accordo che il regime iraniano deve fermare le inaccettabili ritorsioni, ma per noi si devono fermare anche i bombardamenti di Trump e di Netanyahu. Il governo deve impegnarsi per fermare questi attacchi militari. Deve impegnarsi per ottenere un cessate il fuoco immediato. Deve insistere per tornare alla via negoziale politica per scongiurare un allargamento ulteriore della guerra dalle conseguenze incalcolabili”. “Vogliamo sapere come sosterrete le famiglie e le imprese italiane di fronte alle conseguenze economiche di questa nuova guerra e della chiusura dello stretto di Hormuz, perché le borse crollano”, conclude.
“La verità è che scappa dal Parlamento: questa mattina parla in una intervista ma non accetta di venire in aula. Non siamo in guerra ma le conseguenze della guerra che sta incendiando una parte del mondo sta entrando dentro la vita delle nostre famiglie e delle nostre imprese – afferma il presidente dei senatori del Pd Francesco Boccia – I costi dell’energia aumentano, le bollette aumentano, il prezzo del carburante è schizzato alle stelle. Con un decreto bollette che è diventato già carta straccia. Per ora l’Italia è inerme spettatrice, purtroppo insieme all’Europa: ma dobbiamo conoscere quale è la cornice entro cui si muove il governo, cosa fa per difendere gli interessi italiani ed europei, quali sono le misure che metterà in campo per tutelare famiglie e imprese contro gli aumenti dei costi energetici”.
“Stamattina Giorgia Meloni ha trovato il tempo per intervenire in radio, con una bella intervista senza contraddittorio, l’ennesima. Non ha trovato però il tempo per il Parlamento, cioè il luogo dove un presidente del Consiglio dovrebbe presentarsi quando c’è da parlare davvero al Paese. In aula oggi non ci sarà lei ma le controfigure Crosetto e Tajani. Alla radio ha annunciato che ‘vuole tassare chi specula sulle bollette’: più o meno le stesse promesse fatte sugli extraprofitti delle banche. Poi si è visto com’è finita. Nel frattempo la realtà è semplice: le conseguenze economiche della guerra dei suoi amici Trump e Netanyahu finiranno, come sempre, nelle tasche degli italiani. E su ciò che è accaduto nemmeno una mezza parola di condanna per l’attacco unilaterale di Stati Uniti e Israele. Niente. Silenzio totale. Meloni ancora una volta perfettamente allineata a Washington. E, guarda caso, perfettamente lontana dal Parlamento. Perché le interviste senza contraddittorio sono sempre più comode di metterci la faccia in Parlamento davanti agli italiani”. Così in una nota i capigruppo M5S di Camera e Senato Riccardo Ricciardi e Luca Pirondini.