Ore convulse sul fronte mediorientale. Mentre la CNN e Axios diffondono indiscrezioni su un imminente accordo di una sola pagina per porre fine a 67 giorni di conflitto, dai palazzi del potere di Washington e Teheran arrivano segnali contrastanti che oscillano tra la cautela estrema e l’aperto scetticismo.
Il piano sul tavolo: Il “Memorandum di una pagina”
Secondo fonti vicine ai mediatori pakistani, il documento allo studio prevederebbe un percorso rapido per disinnescare la crisi:
- Cessate il fuoco immediato: Dichiarazione formale di fine delle ostilità.
- Finestra di 30 giorni: Un mese di negoziati intensivi su tre nodi chiave: programma nucleare, Stretto di Hormuz e sblocco dei beni iraniani.
- Uranio: L’ipotesi sul tavolo sarebbe una moratoria di 10 anni sull’arricchimento oltre il 5% e il trasferimento delle scorte sensibili all’estero.
La frenata di Trump e l’ira di Israele
Nonostante l’ottimismo dei media, Donald Trump ha gettato acqua sul fuoco in un’intervista al New York Post: “È troppo troppo presto per prepararsi a una firma”. Il Presidente ha ribadito che, in caso di rifiuto iraniano, gli USA riprenderanno i bombardamenti con un’intensità “molto maggiore” rispetto alla prima fase del conflitto.
Nel frattempo, emerge un clamoroso caso diplomatico con Israele. Funzionari del governo Netanyahu hanno dichiarato alla radio dell’esercito di essere stati tenuti all’oscuro delle manovre di Trump: “Non sapevamo di un accordo vicino, ci stavamo preparando a un’escalation”.
Teheran: “Una lista di desideri americani”
Dall’Iran la risposta è gelida. Sebbene il Ministero degli Esteri confermi di “valutare la proposta”, le componenti più radicali del regime alzano la voce:
- Ebrahim Rezaei (Sicurezza Nazionale): Ha liquidato il testo di Axios come una “lista dei desideri americani”, aggiungendo che “l’Iran ha il dito sul grilletto”.
- Agenzia Tasnim: Riferisce che alcune clausole inserite dagli USA tramite il Pakistan sono considerate “inaccettabili”.
Diplomazia in movimento: Francia e Italia
Mentre si attende la risposta ufficiale di Teheran, l’Europa si muove per proteggere i propri interessi energetici:
- Portaerei Charles De Gaulle: Parigi ha inviato il suo gruppo aeronavale verso il Mar Rosso. La missione, distinta dalle operazioni USA, punta a guidare una coalizione di 40 nazioni per ripristinare la libera navigazione a Hormuz.
- Iniziativa Tajani: Il Ministro degli Esteri italiano ha convocato una riunione straordinaria alla Farnesina. L’obiettivo è duplice: stabilizzare il Libano (in vista della fine della missione Unifil a fine 2026) e coordinare la sicurezza alimentare per fronteggiare la carenza di fertilizzanti causata dal blocco dello Stretto.