RAID USA CONTRO IL CALIFFATO IN YEMEN, DECINE DI MORTI
In Siria, le forze curde alleate degli Usa che combattono l’Isis hanno liberato Raqqa, roccaforte e ‘capitale’ del Califfato. Le milizie filo-Usa hanno issato la propria bandiera nello stadio, ultimo bastione dei jihadisti. Sempre in Siria, le forze di Damasco hanno circondato completamente l’altro bastione dei jihadisti, Dayr az Zor. Save The Children: 270mila civili in fuga, e’ crisi umanitaria. Bimbi costretti ad assistere a decapitazioni. Nello Yemen, gli Usa hanno condotto il primo attacco aereo contro l’Isis, distruggendo due campi di addestramento e uccidendo ‘decine’ di miliziani.
Raqqa è caduta, Isis ha perso la sua roccaforte in Siria. In queste ore le SDF hanno conquistato l’ospedale nazionale e il Black Stadium, dove i miliziani Daesh si erano barricati insieme a molti ostaggi civili. Prima è stato ripreso il nosocomio e poi la struttura sportiva. All’interno di quest’ultima, peraltro, sono già al lavoro i genieri per sminare tutta l’area. Le manovre contro lo Stato Islamico erano cominciate a giugno. Prima a Tabqa, a ovest e poi in città. Il prossimo passo per le forze a guida curda sarà ora eliminare tutte le cellule dormienti e gli estremisti nascosti ancora nel centro abitato. Per lo Stato Islamico perdere la città è un colpo molto duro, in quanto non ha più roccaforti nel paese. Inoltre, la sua presenza è limitata nella vicina provincia di Deir ez-Zor, dove però sono in corso 2 operazioni distinte. Quella curda con appoggio Usa Shahid Adnan Abu Amjad e l’altra, portata avanti dall’esercito siriano. A ciò si aggiunge che nel confinante Iraq sta per prendere il via l’offensiva di terra a Rawa e Qaim. Gli ultimi due bastioni Isil nel paese. Di conseguenza, i terroristi sono chiusi tra tre fuochi e non hanno nessuna via di fuga.
E’ di 3.250 morti, di cui 1.130 civili, il bilancio delle vittime della battaglia per la liberazione di Raqqa lanciata da un’alleanza curdo-araba sostenuta da Washington lo scorso giugno per cacciare i jihadisti dello Stato Islamico (Isis) dalla città dichiarata nell’estate del 2014 ‘capitale’ del Califfato. Il calcolo è stato fatto dall’Osservatorio siriano per i diritti umani, una Ong con sede a Londra che conta su una vasta rete di attivisti in tutto il Paese.