L’Italia si è svegliata con un’ondata di mobilitazione senza precedenti: oltre cento città hanno risposto all’appello allo sciopero generale indetto da sindacati di base e dalla Cgil in solidarietà con la popolazione di Gaza e gli attivisti della Global Sumud Flotilla. Le piazze del Paese si sono riempite, ma la giornata è stata segnata anche da forti tensioni e gravi disagi alla circolazione.
A Roma, secondo le stime degli organizzatori (USB e Cgil), avrebbero manifestato trecentomila persone. Il corteo, partito da piazza Vittorio, ha raggiunto piazza dei Cinquecento (davanti a Termini, con alcuni accessi temporaneamente chiusi) per poi dirigersi verso Porta Pia. Qui, davanti al Ministero dei Trasporti, si sono verificati lanci di uova contro i blindati della polizia. Successivamente, i manifestanti hanno occupato un tratto della Tangenziale Est in direzione Porta Maggiore.
Numeri imponenti anche a Milano, dove si contano circa centomila partecipanti. Il corteo, partito da Porta Venezia, ha invaso la tangenziale bloccando il traffico. Cifre significative si registrano anche a Napoli (oltre 50mila partecipanti, secondo la Cgil) e a Torino (circa 20mila).

Per la Cgil, la mobilitazione di oggi è stata un successo: più di 2 milioni di persone sono scese in piazza per partecipare ai cortei che si sono svolti in oltre 100 città italiane per lo sciopero generale nazionale in difesa di Flotilla, dei valori costituzionali, per fermare il genocidio e a sostegno della popolazione di Gaza. A Roma i manifestanti sono stati 300mila. Secondo il sindacato, l’adesione media nazionale allo sciopero generale si attesta intorno al 60%. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha sottolineato «la partecipazione straordinaria e senza precedenti dei giovani, che chiedono un futuro di pace e di giustizia sociale, con lavoro stabile e contrasto alla precarietà». Come aggiunto in una nota, la mobilitazione non si ferma, prossimo appuntamento a Roma per la manifestazione nazionale del 25 ottobre “Democrazia al lavoro”.
La città di Bologna è stata l’epicentro della tensione. Migliaia di manifestanti hanno tentato di bloccare la stazione centrale, scontrandosi con la polizia che ha risposto con lacrimogeni e manganellate contro lanci di bottiglie e petardi. La situazione è degenerata quando i manifestanti hanno occupato un tratto dell’Autostrada A14, costringendo alla chiusura il tratto tra Borgo Panigale e San Lazzaro. Un episodio particolarmente grave riguarda una manifestante che, colpita da un lacrimogeno, sarebbe a rischio di perdere un occhio.
La mobilitazione ha avuto un impatto significativo sulla rete infrastrutturale nazionale. Oltre al blocco della A14 a Bologna, si segnalano:
- Porti Bloccati: Livorno, Napoli (dove un gruppo ha forzato l’accesso all’area portuale), e Trieste (bloccato un varco d’accesso). A Salerno si sono registrati scontri con il ferimento di alcuni agenti.
- Stazioni e Binari Occupati: A Catania i manifestanti hanno occupato i binari della stazione centrale, così come a Firenze (Stazione Santa Maria Novella, con oltre 5mila persone) e Bergamo (bloccato un treno).
- Tangenziali e Arterie Urbane: Oltre a Milano, cortei hanno invaso la tangenziale di Brescia e bloccato il traffico in centri come Bergamo e Pavia.
Lo sciopero ha infiammato anche lo scontro politico. Il botta e risposta tra il Ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, e il segretario della Cgil, Maurizio Landini, ha tenuto banco. Salvini ha provocato: “Lo sciopero lo organizza Landini? Lo paghi lui”. Pronta la replica di Landini: “Ha minacciato brave persone, mai vista una cosa del genere”, riferendosi alle presunte minacce di precettazione.

La Cgil ha duramente attaccato il Governo Meloni, parlando di “un attacco all’ordine costituzionale e di un genocidio in corso a Gaza”, accusando l’esecutivo di connivenza con Israele e di aver abbandonato i cittadini italiani a bordo della Flotilla.
La protesta ha coinvolto anche scuole e università. A Torino, dopo l’occupazione di Palazzo Nuovo, sede universitaria, la situazione è degenerata alle Officine Grandi Riparazioni (OGR) dove era in corso l’Italian Tech Week. Circa 200 antagonisti hanno assaltato l’edificio, scontrandosi duramente con la polizia e causando danni (vetri infranti, sedie divelte) in protesta contro la presenza di figure di alto profilo come Jeff Bezos e Ursula von der Leyen. A Pisa è stato occupato il rettorato e a Milano la Statale.