Si apre nel governo il fronte sulla modifica dell’Italicum, dopo che il ministro della giustizia Orlando ha chiesto una nuova legge che cancelli il doppio turno. La sinistra del Pd attacca. ‘E’ la dimostrazione che la legge va cambiata’, dice Speranza. Palazzo Chigi si costituisce alla Consulta a favore della riforma: ‘Lite fittizia’. Sul fronte della manovra, avanti per il taglio dell’Ires. Per l’Irpef dipendera’ dai dati della crescita e dalla trattativa sulla flessibilita’ con l’Europa. Spunta anche una web-tax sui giganti di internet.
“Credo che sarebbe ragionevole una norma che eviti il doppio turno. Un premio di maggioranza proporzionale al risultato potrebbe evitare le coalizioni forzate e al contempo garantire buone probabilita’ di governabilita’”. Lo dice il ministro della Giustizia Andrea Orlando, in un’intervista al ‘Mattino’. “Questo- aggiunge- alla luce di un sistema che ormai e’ diventato tripolare, ma non basta dire che si vuole cambiare l’ITALICUM. Chiunque lo dica, a partire dalla minoranza del Pd, deve verificare se esiste una maggioranza per farlo nella direzione che si auspica”. Poi osserva: “Mi colpisce molto il rilievo che riguarda le capolistature bloccate. Alcuni di quelli che scoprono questo rischio sono stati messi in lista senza neppure passare per le cosiddette primariette. È una resistenza che capisco poco, come non capisco l’ insistenza sulle preferenze che in Europa hanno in pochi. Le preferenze non sono necessariamente una panacea. Il punto e’ far funzionare bene i partiti”.
“Serve una svolta o andremo a sbattere, come hanno detto le ultime amministrative”. Cosi’ Roberto Speranza, della minoranza Pd, in un’intervista al Piccolo in cui auspica “che il Pd metta in campo un’iniziativa politica vera per cambiare una legge sbagliata”. “Abbiamo costruito una narrazione incentrata sull’uscita dalla crisi, ma la realta’ dice altro. L’azione del governo va focalizzata sui nodi economici e sociali, archiviando la stagione dei bonus e aprendo quella degli investimenti per lo sviluppo. Penso a una misura universale di contrasto alla poverta’ che non lasci il tema degli ultimi al M5s. E bisogna riaprire il dialogo su scuola e pensioni”, spiega. Il referendum, aggiunge, non e’ “un voto su Renzi o sul governo” e il premier, sottolinea, “ha comunque ammesso di aver sbagliato a personalizzare”. Speranza sottolinea pero’ che “si vuol cambiare l’architettura istituzionale del Paese e l’Italicum e’ inscindibile dalla riforma”. “Con il si’, la Camera sarebbe l’unica a dare la fiducia e legiferare: non possiamo arrivare al referendum con una legge che prevede un premio di maggioranza distorsivo e fa scegliere gli eletti al capo. Senza una modifica il mio consenso non arrivera’”. La sua proposta, aggiunge, e’ “il Mattarellum 2.0, con cui i cittadini tornerebbero a scegliere i parlamentari in collegi uninominali”. “Votare no al referendum non significa lasciare il partito. Io credo nel Pd, ma chiedo un cambio di marcia per non consegnare il popolo ai populisti”, rimarca. Renzi “ha vinto il congresso e guida legittimamente il Pd. Deve pero’ farsi carico dell’unita’ del partito: i segretari non criticano le minoranze interne, ma lavorano per la sintesi. Non vogliamo poltrone ma una svolta politica e sociale: le ultime amministrative dicono che lo stesso chiedono gli elettori”.
La Presidenza del Consiglio si e’ costituita nel giudizio sull’Italicum di fronte alla Corte Costituzionale del 4 ottobre. L’Avvocatura dello Stato ha depositato per conto di Palazzo Chigi due atti di intervento riferiti alle ordinanze sull’Italicum presentate dal tribunale di Messina e Torino. Tra gli aspetti sollevati per chiedere alla Corte di “dichiarare l’inammissibilita’ e in ogni caso l’infondatezza” delle questioni poste, quella che “nessuna elezione si e’ svolta in base a questa legge” e “nessuna lesione del proprio diritto puo’ quindi essere addotta da alcun cittadino”. In sostanza, secondo l’Avvocatura si e’ di fronte a una “fictio litis”, una causa fittizia, alla base della quale non c’e’ realmente un diritto leso. E questo perche’ “Italicum non ha una storia dalla data di entrata in vigore”, “la avra’ solo se, e quando, saranno svolte elezioni in base alla sua disciplina”. Negli atti vengono esaminate le varie questioni poste dai tribunali rimettenti. Successivamente, presumibilmente a settembre, l’Avvocatura depositera’ una memoria.