Il Consiglio direttivo della Banca Centrale Europea, riunitosi a Berlino, ha deliberato un rialzo dei tassi d’interesse di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,50%. La decisione, volta a contenere le pressioni inflazionistiche innescate dal rincaro dei prodotti energetici e dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, segna un cambio di passo dopo una fase di progressiva riduzione del costo del denaro. L’Eurotower ha contestualmente rivisto al rialzo le stime di crescita per l’Eurozona (allo 0,9% nel 2026 e all’1,4% nel 2027) e le proiezioni sull’inflazione, attesa al 3% per il 2026, al 2,5% per il 2027 e al 2,1% per il 2028.
Lagarde: “Inflazione sopra il target a lungo, approccio guidato dai dati”
In conferenza stampa, la presidente della BCE Christine Lagarde ha sottolineato come lo shock energetico e il conflitto mediorientale continuino a spingere i prezzi al rialzo. «L’inflazione è destinata a rimanere ben al di sopra del nostro obiettivo per un periodo prolungato», ha dichiarato Lagarde, ribadendo la determinazione dell’istituto nel riportare il dato verso il target del 2% nel medio termine. La presidente ha inoltre precisato che l’economia europea si sta dimostrando resiliente e che le decisioni future sui tassi verranno prese «di volta in volta, in base ai dati che emergeranno di riunione in riunione».
Stangata sui finanziamenti: i calcoli della Fabi e l’allarme Codacons
La decisione della BCE rischia di frenare la ripresa del credito alle famiglie italiane, che nei primi sette mesi del 2026 aveva registrato un incremento di 12,92 miliardi di euro (+1,9%), trainato in gran parte dai mutui per la casa (+9,16 miliardi).
Secondo le simulazioni del sindacato bancario Fabi, l’impatto sui nuovi finanziamenti e sui tassi variabili risulterà significativo:
- Mutuo da 150.000 euro: un eventuale incremento dei tassi dal 3,00% al 4,50% comporta un aumento della rata mensile compreso tra i 106 euro (su durata decennale) e i 127,62 euro (su durata trentennale), con un maggior costo annuo fino a 1.531 euro.
- Importi superiori: per un prestito da 200.000 euro a 30 anni la rata salirebbe di 170,16 euro al mese, che diventano 212,70 euro per un importo da 250.000 euro.
Il Codacons ha espresso forte preoccupazione per le ripercussioni sul bilancio familiare, stimando un rincaro immediato compreso tra 15 e 25 euro al mese per la fascia media dei mutui variabili esistenti. Un aggravio che, sommato ai rincari dei carburanti e delle bollette energetiche, rischia di rendere particolarmente complesso il quadro economico d’autunno.