Circa tremila persone hanno assistito ieri sera al concerto evento di David Gilmour, ex star dei Pink Floyd che proprio qui si esibi’ 45 anni fa per ‘Live at Pompei’, film DEL 1971 di Adrian Maben. Tra gli scavi le sei note mitologiche dell’album piu’ famoso, nel fumo e nei lampi di luce a ricordare antiche tragedie. Applausi interminabili fin da inizio concerto. Oggi seconda serata.
L’eterna Pompei regala emozioni millenarie e rende eterni i suoi protagonisti. E’ una sensazione di eterno, infatti quella che David Gilmour avverte per se’, ora che da cittadino pompeiano si è esibitonella grande arena dell’Anfiteatro della citta’ antica, tornando qui quarantacinque anni dopo l’evento “Pink Floyd live at Pompei”, quando le sue erano le sembianze di un angelo. La sua chitarra ha lanciato note che hanno fatto vibrare le pietre millenarie restituite ai nostri giorni dagli scavi che avviarono i Borboni. Gilmour ripercorre i momenti terrificanti e lo fa senza risparmiare emozioni a circa 3mila fan che hanno atteso questa storica esibizione. Dopo What do you Want from me e The Blue, nel grande schermo alle spalle del palco, un enorme telo rotondo sono scivolate immagini di gigantesche onde… Musica e voci per Great gig in the sky. E poi lui, al microfono per ringraziare ancora, esibirsi in A boat Lies Waiting, prima di infiammare la folla con l’atteso Pink Floyd sound scritto insieme con Roger Waters e dedicato a Syd Barrett. Finalmente, poi, Wish you were here.