Nuova dura presa di posizione del presidente Usa Trump contro la Corea del Nord, dopo lo spostamento della portaerei Carl Vinson che ha fatto ulteriormente salire la tensione fra i due Paesi. ‘La Corea del Nord cerca guai – ha dichiarato Trump in un tweet – Se la Cina decide di aiutare sarebbe magnifico. Altrimenti, risolveremo il problema senza di loro!’. Pyongyang da parte sua mostra i muscoli e denuncia: le ‘spericolate mosse americane per invadere il Nord hanno toccato una fase seria. Se gli Usa osano optare per un’azione militare, siamo pronti a reagire’.
La Corea del Nord attacca gli Usa e promette dure contromisure alle ”azioni offensive”: l’invio della portaerei Usa Carl Vinson, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri ripreso dalla Kcna, conferma che le ”spericolate mosse americane per invadere la Corea del Nord hanno toccato una fase seria dei suoi scenari. Se gli Usa osano optare per una azione militare, come un ‘attacco preventivo’ e la ‘rimozione del quartier generale’, la Corea del Nord e’ pronta a reagire a ogni tipo di guerra desiderato dagli Usa”.
Il ministero degli Esteri della Corea del Nord ritiene che la decisione degli Stati Uniti di inviare un gruppo d’attacco con una portaerei sulle coste della penisola coreana prova le intenzioni aggressive di Washington, e Pyongyang e’ pronta a prendere contromisure in caso di azione militare: lo riferisce l’agenzia di stampa ufficiale nordcoreana KCNA, citando un funzionario del ministero. L’invio della portaerei verso la penisola coreana, secondo quanto riferito dal funzionario ministeriale, “dimostra che lo scenario degli Stati Uniti per un’invasione della Corea del Nord ha raggiunto una fase seria”. Se Washington scegliera’ un’azione militare, la Corea del Nord “e’ pronta a reagire” a qualsiasi decisione militare statunitense. Il funzionario ha anche detto che Pyongyang e’ pronta a difendersi con mezzi militari. La dichiarazione nordcoreana arriva dopo settimane di tensioni, culminate il 5 aprile con il lancio di un altro missile balistico da Pyongyang verso il Mar del Giappone. Atto in seguito al quale gli Usa hanno deciso di spedire una propria portaerei al largo della penisola coreana.
Pyongyang minaccia “catastrofiche conseguenze” in risposta ad ogni ulteriore provocazione americana, definendo “oltraggiosa” la decisione Usa di dispiegare navi militari nella penisola coreana. L’invio nell’area della portaerei americana a propulsione nucleare Uss Carl Vinson e della sua flotta di navi da guerra, dimostra come “le sconsiderate azioni statunitensi per invadere la Repubblica Popolare Democratica di Corea abbiano raggiunto una fase seria”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pyongyang, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa del regime, Kcna. Pyongyang “e’ pronta a reagire ad ogni scenario di guerra desiderato dagli usa”, e’ stato il monito. Il portavoce del ministero degli Esteri della Corea delNord ha citato, in particolare, il rifiuto di Washington di escludere un raid preventivo contro le basi missilistiche di Pyongyang per il suo programma nucleare. “Per rispondere alle provocazioni prenderemo le contromisure piu’ dure – ha avvertito il portavoce coreano – in modo tale da poterci difendere con una potente forza d’armi”.
La Corea del Nordaveva definito un’azione tale da giustificare l’uso della bomba atomica il raid americano contro la Siria, ordinato dal presidente Donald Trump in risposta alla strage di civili con le armi chimiche. Il clima era gia’ arroventato. Lo scorso 5 aprile, alla vigilia del primo incontro di Trump con il presidente cinese Xi Jinping, Pyongyang aveva lanciato un altro missile balistico nel mar del Giappone. E gli esperti non hanno escluso nuove provocazioni in occasione del 105esimo anniversario della nascita del defunto fondatore nordcoreano, Kim II Sung, nonno dell’attuale leader, Kim Jong Un, il prossimo 15 aprile. E se Pechino ha smentito le voci sul dispiegamento di 150.000 uomini al confine con la Corea delNord, ha comunque detto di seguire “da vicino” gli sviluppi nella penisola coreana. “Riteniamo che alla luce della situazione attuale – ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chungying – tutte le parti dovrebbero mostrare equilibrio ed evitare azioni in grado di far aumentare la tensione”.
La decisione della Casa Bianca di inviare la portaerei a propulsione nucleare Uss Carl Vinson nelle acque della Penisola Coreana, in risposta ai test balistici della Corea del Nord, e’ una esibizione di forza dietro cui si cela la sostanziale assenza di opzioni con cui far fronte alle provocazioni di Pyongyang. A scriverlo, in un editoriale firmato da due suoi corrispondenti, e’ il “New York Times”, che sottolinea come il presidente cinese Xi Jinping non abbia assunto alcun impegno pubblico durante la sua visita ufficiale negli Usa, nonostante le pressioni di Washington per un approccio piu’ duro di Pechino al regime nordcoreano. Iniziative militari come il bombardamento della base aerea siriana, effettuata dagli Usa la scorsa settimana, potrebbero innescare nella regione dell’Asia-Pacifico conseguenze gravissime. L’attacco missilistico in Siria, sferrato proprio durante la visita di Xi negli Usa, potrebbe convincere il leader cinese della risolutezza della Casa Bianca – come sostengono fonti anonime dell’amministrazione presidenziale Usa; oppure potrebbe causare l’effetto opposto: convincere Pechino che il presidente Usa Donald Trump sia instabile ed imprevedibile. Washington perseguira’ probabilmente “azioni secondarie” contro le aziende e le banche cinesi che sostengono i programmi militari nordcoreani e sono le principali fonti di valuta estera di Pyongyang. L’efficacia di queste misure, pero’, dipende appunto dalla cooperazione di Pechino, che al momento resta insondabile. Lunedi’ l’inviato cinese per i negoziati internazionali sul nucleare nordcoreano, Wu Dawei, ha incontrato a Seul il suo omologo sudcoreano, Kim Hong-kyun. Questi ha negato che il colloquio abbia contemplato l’ipotesi di un’operazione militare Usa contro la Corea del Nord. Nelle ultime settimane, pero’, i collaboratori di Trumphanno avvertito che la Casa Bianca non esclude il ricorso alla forza, anche in via unilaterale. Un attacco preventivo contro il Nord – anche se circoscritto, e limitato ad alcuni obiettivi strategici – potrebbe scatenare pero’ l’incubo di un bombardamenti di artiglieria nordcoreano contro Seul: un timore che stando al “New York Times” e’ condiviso anche dai pianificatori del Pentagono.