La Global Sumud Flotilla ha respinto la proposta di mediazione avanzata dal governo italiano, che mirava a far consegnare gli aiuti umanitari a Gaza attraverso Cipro. I promotori della missione, che vede a bordo anche cittadini italiani, hanno ribadito che l’obiettivo primario è “rompere l’assedio illegale” e portare gli aiuti direttamente alla popolazione.
La Farnesina, guidata dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, aveva tentato un’iniziativa diplomatica con l’intento di evitare una potenziale escalation. La proposta, che prevedeva il coinvolgimento del Patriarcato Latino di Gerusalemme, è stata rigettata in una nota ufficiale della delegazione italiana del Global Movement to Gaza.
Il rifiuto della Flotilla ha scatenato la polemica politica in Italia. Fonti del centrosinistra hanno accusato la Premier Giorgia Meloni di aver deteriorato il clima con le sue dichiarazioni critiche sulla missione. La premier, secondo l’opposizione, avrebbe parlato “da leader di partito e non da presidente del Consiglio”, rendendo più difficile la mediazione.
In risposta, la Flotilla ha avvertito che qualsiasi “attacco o ostruzione” alla missione sarebbe una “grave violazione del diritto internazionale” e un atto di sfida all’ordinanza della Corte Internazionale di Giustizia che impone a Israele di facilitare l’ingresso degli aiuti a Gaza.
“Non ci saranno altre soste tecniche per le nostre 50 barche, continueremo diretti fino a Gaza. Siamo consapevoli delle minacce, ma ci rendono solo più uniti”. Così gli attivisti della Global Sumud Flotilla in una conferenza stampa. “Siamo – aggiungono – nel momento più critico, ma dobbiamo essere ottimisti: noi vinceremo perché abbiamo ragione”.
La Global Sumud Flotilla (Gsf) “accoglie con favore” l’iniziativa dei governi italiano e spagnolo di inviare navi militari per assistere la missione umanitaria diretta a Gaza. Lo ha dichiarato in una conferenza stampa di emergenza, Kleoniki Alexopoulou, del comitato direttivo della Flotilla. “C’e’ differenza”, ha sottolineato, “tra i due governi, con quello spagnolo che ha da tempo espresso sostegno alla popolazione palestinese, ma accogliamo con favore iniziative del genere da qualunque parte arrivino”. “Non siamo cosi’ ingenui” da pensare che ora i governi cambino posizioni, ha continuato l’attivista, “ma e’ buono che l’Italia abbia risposto cosi’ agli sforzi della societa’ civile e dei sindacati che hanno fatto uno sforzo straordinario” con le manifestazioni di piazza, “per portare l’attenzione sulla questione”. Le navi inviate dal governo sono “una loro vittoria”, ha sottolineato Alexopoulou.
Nel frattempo, la situazione umanitaria a Gaza si aggrava. Gli attacchi israeliani hanno causato la morte di decine di persone, inclusi bambini, e migliaia di feriti. La Flotilla ha tenuto una conferenza stampa internazionale per denunciare quella che definisce una “finzione” da parte della comunità internazionale.
Arundhati Gandikota dell’Hague Group, in particolare, ha ringraziato i partecipanti della Flotilla per il loro coraggio, annunciando una conferenza a New York per coordinare azioni concrete, come l’interruzione delle esportazioni di armi verso Israele.
Parallelamente, il Ministro Tajani ha avuto contatti con i suoi omologhi di Francia e Belgio per garantire assistenza ai cittadini europei a bordo della Flotilla. Sia il Belgio che la Francia hanno chiesto all’Italia di fornire assistenza umanitaria in caso di necessità. Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha assicurato che navi della Marina Militare italiana sono pronte a offrire supporto civile, con l’obiettivo di “tutela e protezione”, non di effettuare azioni militari.