Dopo il no della Merkel al burqa, i ministri dell’Interno dei lander della Cdu-Csu sono d’accordo nell’imporre il divieto di veli che coprono il volto delle donne ‘al volante, davanti alle autorita’, all’Ufficio di stato civile, in scuole e universita’, nel servizio pubblico, di fronte a un tribunale’. E’ stato bloccato il profilo Facebook di Izzedin Elzir, presidente dell’Ucoii e imam di Firenze, dopo la pubblicazione senza commento della foto di 7 suore sulla spiaggia in tonaca e velo, in risposta alla polemica sul burkini.
Il ministro dell’Interno tedesco Thomas de Maiziere e’ intervenuto sul tema del burkini che tante polemiche sta suscitando in occidente questa estate. Il ministro si e’ detto favorevole all’introduzione di un divieto parziale di indossare il burqa sul territorio nazionale. “Siamo concordi sul fatto che lo vogliamo definito dalla legge: bisogna mostrare il volto per poter vivere nella nostra societa’. Mostrarlo negli uffici dell’agenzia tributaria e governativi, negli uffici del registro, nelle scuole, nelle universita’ e in tribunale”, ha detto de Maiziere intervistato dalla Zdf. A maggio 2015, il governo olandese ha approvato il divieto di indossare il burqa in alcuni luoghi pubblici, fra cui le istituzioni educative e sanitarie, edifici governativi e sui mezzi pubblici. Dal 2011 in Francia e’ in vigore un divieto simile.
Si riaccende la polemica sul burkini in Italia, dopo che il presidente dell’Unione comunita’ islamiche (Ucoii) e imam di Firenze, Izzedin Elzir, ha pubblicato sulla sua pagina facebook una foto di sette suore, in tonaca e velo, che giocano sulla spiaggia, senza alcun commento. L’immagine ha sollecitato una quantita’ di reazioni riaccendendo il dibattito sull’opportunita’ o meno di vietare il costume da bagno coprente che le donne islamiche usano per andare in spiaggia. “Il burkini – spiega Elzir – e’ la dimostrazione di una ‘discultura’ in Occidente dove si pensa che i musulmani non seguano la moda: pochi anni fa, quel costume (perche’ e’ un costume da bagno) non c’era. E mi dispiace che amministratori comunali e qualche politico in Francia, invece di rispondere alle esigenze dei cittadini su politica ed economia, si occupino di come si vestono le musulmane”. Alcune ore dopo la pubblicazione della foto, che ha ricevuto migliaia di condivisioni, il profilo fb di Elzir e’ stato bloccato. “Spero che le due cose non siano collegate – afferma l’imam – spero di vivere ancora in un paese libero e non in una dittatura”. Nel messaggio inviato a Izzedin Elzir dopo il blocco, gli amministratori del social network spiegano di aver sospeso il profilo dopo le segnalazioni di alcuni utenti, che lo indicavano come fittizio, intestato a una persona inesistente. “Mi hanno chiesto di inviare copia di un documento d’identita’ per dimostrare che sono una persona vera, cosa che sto per fare”, spiega sempre l’imam. “Se la pubblicazione della foto e il blocco del profilo fossero due cose collegate sarebbe il colmo”, dice ancora, “una cosa che non succede neppure nelle peggiori dittature”. “Spero che non sia cosi’ – aggiunge – secondo alcuni amici esperti di internet mi e’ stato fatto un brutto scherzo”. In seguito Facebook ha spiegato che l’account “e’ stato disabilitato temporaneamente a seguito della segnalazione di un utente che lo reputava fake. Facebook ha attivato la procedura standard per la verifica dell’account. Il profilo e’ stato riattivato immediatamente una volta accertata l’identita’ dell’utente. L’evento non e’ collegato alla foto postata che ritrae le suore in spiaggia”. Ma Elzir non ci sta: “Comunque sulla vicenda ho contattato un avvocato per verificare, per capire cosa sia accaduto. Stiamo vivendo in un particolare momento storico ed e’ grave che il profilo di un imam, del presidente dell’Ucoii rimanga oscurato per 7 ore e per una ragione che non so”. Subito dopo la pubblicazione della foto, comunque, si e’ subito riaccesa la polemica, piu’ che mai accesa in questi giorni di fine agosto. “Incredibile che alcuni politici difendano il burkini se ‘frutto di libera scelta’. Allora tollereremo anche la poligamia se frutto di libera scelta?”, si chiede Laura Ravetto, deputata di Forza Italia su twitter. “In Germania passano dalle parole ai fatti: c’e’ l’accordo tra i ministri dell’Interno regionali per imporre un divieto del burqa e di altri veli islamici in alcuni settori della vita pubblica. Renzi e Alfano che fanno? Nulla. Benvenuti in Italia, provincia dell’Islam”, le fa eco Daniela Santanche’, parlamentare di Forza Italia. Il governatore della Lombardia, Roberto Maroni, ricorda: “Ho gia’ fatto una norma che vieta di entrare negli ospedali con il burqa e col volto coperto: noto con piacere che la Merkel fara’ la stessa cosa. Noi in Lombardia stiamo anticipando i tempi”. “Vorrei fossero le donne a trovare soluzioni sagge. Credo che un divieto tranchant del burkini sia un proibizionismo non utile proprio alla possibilita’ di frequentare le spiagge per alcune donne. Altra cosa e’ la copertura totale del viso come il burqa o il niqab, sulla quale mantengo una contrarieta’ e pesanti dubbi”, ragiona invece la deputata del Pd, Barbara Pollastrini, ex ministra per le Pari Opportunita’. Intanto oggi anche il comune di Nizza ha vietato il burkini sulle sue spiagge.