HARLEY-DAVIDSON SPOSTA DAGLI USA UNA PARTE DELLA PRODUZIONE
Nuove conseguenze sui mercati per i timori un’escalation della guerra commerciale a causa di nuovi dazi che potrebbero essere imposti dagli Stati Uniti. Tutti pesanti i mercati europei, la Borsa di Milano ha chiuso a -2,44%, lo spread a 249. Conseguenze anche per le aziende statunitensi, come la Harley-Davidson che ha deciso di spostare parte della produzione fuori dagli Usa in risposta ai dazi europei, che faranno aumentare di circa 2mila dollari in media il costo di ognuna delle sue moto.
Le Borse europee terminano la seduta in forte calo. Ad appesantirle le nuove tensioni commerciali che si profilano all’orizzonte e i segnali di rallentamento dell’economia tedesca. Milano cede il 2,44%, Londra arretra del 2,26%, Francoforte del 2,46% e Parigi perde l’1,92%. Secondo il Wall Street Journal il presidente americano Donald Trump starebbe pensando di introdurre nuove restrizioni nei confronti della Cina, per impedire alle sue aziende di investire nei settori tecnologici Usa e per bloccare le esportazioni verso Pechino. Ipotesi pero’ smentite dal segretario al Tesoro Mnuchin: “Le storie sulle restrizioni agli investimenti sono false. Chi le ha raccontate o non esiste o non conosce la materia molto bene”, ha detto. Tuttavia i mercati restano nervosi dopo che in Germania l’indice Ifo, uno dei principali barometri dell’economia tedesca che misura la fiducia delle imprese, e’ sceso a 101,8 punti a giugno dai 102,3 punti di maggio. Il dato e’ in linea con le attese degli economisti. Con sei cali negli ultimi sette mesi, il dato di oggi alimenta, infatti, le preoccupazioni dell’economia tedesca”. Preoccupa la situazione politica interna, con Angela Merkel che deve fronteggiare una decisa opposizione sulle sue politiche migratorie. Non si esclude la caduta dell’esecutivo, con nuove elezioni che farebbero salire ancora il livello di instabilita’ politica in Europa.
L’euro si porta a 1,1662 dollari e lo spread si allarga a 244,9 punti. Non e’ esclusa, dopo il risultato delle comunali, la rottura del patto di governo, con conseguente approdo a elezioni in tempi brevi. Questo riporterebbe tutto nell’incertezza. La Lega potrebbe farsi allettare dalla possibilita’ di consolidare gli oltre dieci punti che i sondaggi le attribuiscono. Certo i partiti farebbero bene anche a guardare la situazione politica complessiva. L’Istat ha dato i risultati territoriale del Pil che forniscono qualche sorpresa. Scontata la crescita superiore alla media nazionale nel Nord-ovest e nel Nord-est (+1,8% per entrambe), c’e’ il buon andamento del Mezzogiorno (+1,4%) e un incremento piu’ modesto nel Cento (+0,9%). Nel Nord-est i risultati migliori riguardano il settore che comprende commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+4,7%). In crescita anche il valore aggiunto dell’industria (+2,3%), dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+1%) e delle costruzioni (+0,4%); in forte calo, invece, il valore aggiunto dell’agricoltura (-6%) e, in misura piu’ contenuta, quello degli altri servizi (-0,6%). Ma la preoccupazione migliore viene dalla guerra commerciale scatenata da Trump. Le aziende americane cominciano a reagire. E’ il caso di Harley-Davidson, che prevede di spostare parte della produzione delle sue moto fuori dagli Stati Uniti proprio in risposta ai dazi europei.
Harley stima che ognuna delle sue moto costera’ in media 2.200 dollari in piu’ con l’Ue che ha aumentato dal 6% al 21% i DAZI sull’import delle sue moto. Nei prossimi 18 mesi Harley aumentera’ la produzione nei suoi impianti internazionali, che sono in Australia, Brasile, India e Thailandia. Harley-Davidson stima che i dazi peseranno per 90-100 milioni di dollari l’anno, una cifra che la societa’ non intende scaricare sui consumatori.