Il marchio impresso sul mega-razzo della rampa di lancio in Florida è quello della NASA, ma il cuore tecnologico che ha permesso alla navicella Orion di spingersi oltre ogni record umano è interamente europeo.
È questo il forte messaggio di gratitudine e cooperazione lanciato oggi dall’intero equipaggio della storica missione Artemis II — gli statunitensi Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e il canadese Jeremy Hansen — in visita all’Estec, il centro di ricerca e tecnologia dell’Agenzia Spaziale Europea (ESA) a Noordwijk. Un’occasione per celebrare la riuscita del primo volo lunare con equipaggio umano del programma e per annunciare ufficialmente il prossimo passo storico: sarà l’italiano Luca Parmitano il pilota della missione Artemis III nel 2027.
Il modulo europeo ESM: il “sogno” che ha salvato la missione
Artemis II è partita il 1° aprile ed è ammarata con successo nell’Oceano Pacifico l’11 aprile scorso. Nel punto di massima orbita, i quattro astronauti hanno raggiunto circa 407.000 chilometri di distanza dalla Terra, superando il primato detenuto dall’Apollo 13 e diventando gli esseri umani spintisi più lontano nello spazio profondo. Un successo impossibile senza l’ESM (European Service Module), il modulo di servizio sviluppato dall’ESA che fornisce propulsione, energia elettrica e supporto vitale alla capsula Orion.
IL RUOLO CHIAVE DELL'EUROPEAN SERVICE MODULE (ESM)
├── SISTEMA DI ABORT: Senza l'attivazione dell'ESM a pochi minuti dal decollo sarebbe scattato l'abort automatico.
├── PRECISIONE DI VOLO: La spinta verso la Luna è stata così millimetrica da annullare due successive correzioni di rotta.
└── TELEMETRIA DI BORDO: Quasi la totalità dei dati vitali e di navigazione letti dagli astronauti proveniva dal modulo ESA.
Victor Glover (Pilota di Artemis II): «Il modulo europeo ha volato come un sogno, persino meglio di quanto avessimo previsto in tre anni intensi di simulazioni a terra».
L’eccellenza dell’industria italiana a bordo di Orion
Dietro la progettazione e la costruzione dell’ESM si nasconde la cooperazione di 13 Paesi europei e oltre cento realtà industriali aerospaziali. In questo contesto, l’Italia detiene un ruolo di primissimo piano tecnologico, guidato da due giganti del comparto nazionale:
- Thales Alenia Space: Ha curato la progettazione e la realizzazione dell’intera struttura primaria del modulo di servizio, oltre ai delicatissimi sistemi di controllo termico e agli impianti di stoccaggio e distribuzione dei beni primari per l’equipaggio (acqua, ossigeno e azoto).
- Leonardo: Ha realizzato i complessi pannelli fotovoltaici (le “ali” di Orion) e le unità elettroniche deputate alla gestione e alla distribuzione della potenza energetica a bordo della navicella.
2027: Luca Parmitano guiderà la missione Artemis III
Il testimone dell’esplorazione lunare passa ora ufficialmente nelle mani della missione Artemis III, pianificata per il 2027. Il direttore generale dell’ESA, Josef Aschbacher, ha confermato la selezione dell’astronauta italiano Luca Parmitano nel ruolo di pilota della navicella, al fianco dei colleghi statunitensi Randy Bresnik, Frank Rubio e Andre Douglas.
Si tratta di un traguardo storico: per la prima volta un astronauta europeo siederà ai comandi di guida di una missione del programma Artemis. L’obiettivo di Artemis III non sarà ancora l’allunaggio, ma il delicatissimo test di incontro, manovra e aggancio in orbita con i sistemi di discesa sviluppati da SpaceX e Blue Origin. I tecnici sono già al lavoro: il modulo ESM-3 è già stato trasferito al Kennedy Space Center per le ultime verifiche.
L’allunaggio vero e proprio, con lo sbarco del primo astronauta europeo sulla superficie della Luna, è invece programmato con la successiva missione Artemis IV nel 2028. Sara Pastor, responsabile dei progetti lunari dell’ESA, ha sottolineato come il lavoro che Parmitano svolgerà ai comandi nel 2027 sarà “fondamentale per preparare la discesa sul suolo lunare l’anno successivo”.