Con la “Riforma Cartabia”, Decreto Legislativo 10 ottobre 2022 n. 149, ed i successivi Decreti attuativi sono state apportate significative modifiche al sistema giudiziario italiano con l’obiettivo di aumentarne l’efficienza e ridurre i tempi dei procedimenti civili e penali. Una delle novità della riforma riguarda proprio l’inclusione formale della figura del Grafologo Forense e del Grafologo Giudiziario per l’Età Evolutiva, a conferma dell’importanza della disciplina grafologica come strumento scientifico e peritale nei procedimenti giudiziari, elevando oltre a qualificare, le competenze che un grafologo professionista deve avere per gestire gli incarichi affidati dai Tribunali oppure dalle Corte di Appello in Italia. Con tale riforma è ampliato il campo di applicazione della grafologia forense tutta (già riconosciuto con la L. n. 4 del 2013 – Disposizioni in materia di professioni non organizzate, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 22 del 26 gennaio 2013, ma non sufficiente). Questo rappresenta un passo avanti significativo per il riconoscimento e l’utilizzo di questa disciplina nel contesto legale italiano, ancor di più con l’inserimento, tra le figure degli esperti giudiziari, quella del Grafologo Giudiziario dell’Età Evolutiva, che deve avere, oltre ad una preparazione a sfondo giuridico, anche una specifica competenza nell’interpretare il grafismo (scarabocchio, disegno e scrittura) del bambino e del ragazzo. Questa competenza è particolarmente utile nei casi di separazione e affidamento, dove è importante valutare lo stato emotivo e psicologico del minore. Così come nei casi di violenza sui minori la grafologia forense per l’età evolutiva può aiutare a comprendere meglio il comportamento e le necessità del bambino, fornendo elementi utili al giudice per prendere decisioni nel suo migliore interesse. Sia chiaro, essere grafologo dell’età evolutiva non significa essere un grafologo giudiziario dell’età evolutiva, infatti lo scopo delle due professioni è completamente diverso (certamente chi ha studiato entrambe le specialistiche avrà una preparazione ad ampio raggio).
Nel caso del grafologo dell’età evolutiva il professionista affianca il bambino, la famiglia, con una modalità quasi terapeutica (anche nei casi di BES, DSA, GIFTED, DISPRASSIA e COMORBILITÀ). Nel caso della grafologia giudiziaria nell’età evolutiva, lo scopo è completamente diverso, qui non si avranno situazioni particolari da curare ed aiutare ma si chiede una valutazione che possa rispondere ai quesiti posti dal giudice nelle varie procedure sia penali che civili. Il grafologo giudiziario dell’età evolutiva dovrà quindi formulare dei giudizi, delle valutazioni, a seconda dei quesiti che gli saranno posti dal giudice sia in ambito penale che civile, inoltre, questa professione può operare anche nel tribunale per i minorenni, lavorando con gli altri professionisti: psicologi, psichiatri, ed altre figure professionali chiamate in causa a seconda delle necessità. Eppure, ancora oggi, la figura del Grafologo Forense e del Grafologo Giudiziario dell’Età Evolutiva non gode di vera applicazione; continua ad essere confusa con quella del perito calligrafo, del grafico tecnico, così come la perizia posta in essere dal Grafologo Forense, Perizia Grafotecnica, continua ad essere indicata con dicitura obsoleta ed errata (da sempre) di “perizia calligrafica”, “perizia grafico tecnica”; in alcuni casi indicata, erroneamente, come “perizia grafologica” (quella pura non ammessa nel processo italiano che pure dovrebbe affiancare la perizia di altri professionisti nei casi richiesti, basti pensare che lo stesso Ewald Bohm nel suo “Manuale di Psicodiagnostica di Rorschach” – 1969 – ha affermato che il test dovrebbe essere combinato con la grafologia perché rivela molto spesso ciò che il test di Rorschach passa sotto silenzio…), per non parlare della confusione terminologica e di contenuti generata nel web. Il vero Grafologo è il laureato, sino al 2015, presso la Cattedra della disciplina Grafologica della Università di Urbino e il diplomato presso le Scuole e le Accademie triennali di Grafologia riconosciute, con annesse specialistiche biennali.
Per conoscenza e chiarezza nella Disciplina:
| Si ricorda che la Scienza Umana della Grafologia nasce ad opera di due medici italiani tra il 1611 e il 1622 – Prospero Aldorisio un chirurgo napoletano e Camillo Baldi un medico naturalista bolognese, e nasce per accompagnare l’essere umano nel percorso di crescita ed evoluzione attraverso lo studio del tracciato scrittorio con metodologia scientifica, in quanto la scrittura è funzione cerebrale e corticale. La Grafologia Giudiziaria, Peritale e Criminalistica (specialistica biennale) nasce tra il 1894 ed il 1906 in occasione del caso “Affaire Dreyfus”, attraverso lo studio sistemico del tracciato scrittorio da parte del maggiore Marie-Georges Picquart, capo dei servizi segreti militari, grazie all’interesse per lo studio della grafologia. Nell’attesa che la “Riforma Cartabia” riceva applicazione concreta in questo ambito, i Grafologi attendono il riconoscimento dell’Albo Nazionale e ripristino del Corso di Laurea in Scienze Grafologiche, infatti il cammino per il riconoscimento attraverso il ddl n.554 (II Comm. Giustizia Senato) sta andando incontro alla votazione in aula, il tutto avvenuto grazie ai colloqui tra la Senatrice Minasi ed il Cesiog (Centro studi Italiano Orientamento Grafologico riconosciuto dal MIMIT) primo proponente, attraverso la propria Rappresentante Calabrese, anche audita lo scorso 3 ottobre in “II Comissione Giustizia al Senato”. Il riconoscimento segnerà l’inizio del percorso importante di Dignità nei confronti di una disciplina poco ed erroneamente conosciuta nel suo valore scientifico ed applicazione, e di tutte le specialistiche biennali annesse tra cui la Grafopatologia da esercitare nell’ambito sanitario con il riconoscimento del Grafologo Saniatrio e Tecnico Rieducatore del Gesto Grafico. L’Albo regolerà l’esercizio della professione tutta e nei confronti di quanti vorranno esercitare anche solo la professionedel perito giudiziario per l’analisi e comparazione della scrittura a seguito di attestato. |
*Riceviamo e pubblichiamo con piacere dalla Dottoressa Carmensita Furlano