Si è spenta all’età di 87 anni Claudia Cardinale, una delle figure più iconiche e amate del cinema italiano e internazionale. L’attrice, nata a Tunisi, è morta a Nemours, vicino a Parigi, circondata dai suoi figli.
Protagonista di oltre cento film, la Cardinale è stata la musa ispiratrice dei più grandi registi del cinema d’autore, da Luchino Visconti a Federico Fellini e Sergio Leone. La sua carriera ha segnato gli anni d’oro del cinema italiano, facendone una star riconosciuta e amata in tutto il mondo.
Nata il 15 aprile 1938 a La Goulette, vicino a Tunisi, da una famiglia di origine siciliana, la sua carriera decollò quasi per caso. Dopo aver vinto un concorso di bellezza, si ritrovò alla Mostra del Cinema di Venezia, un evento che le aprì le porte del grande schermo. A soli 22 anni lavorò con Luchino Visconti in “Rocco e i suoi fratelli”. Il 1963 fu un anno d’oro per lei, che apparve in capolavori come “Il Gattopardo” di Visconti, “8½” di Fellini e “La Pantera Rosa” di Blake Edwards.

Il suo volto e la sua voce sono indissolubilmente legati a personaggi come Angelica de “Il Gattopardo”, che la rese immortale nella celebre scena del ballo con Alain Delon e Burt Lancaster. Ma il suo talento l’ha portata a lavorare anche a Hollywood, in film come “C’era una volta il West” di Sergio Leone, e in Germania, con Werner Herzog per “Fitzcarraldo”.
A differenza di altre dive del suo tempo come Sophia Loren e Gina Lollobrigida, Claudia Cardinale incarnava una bellezza meno convenzionale, portando sullo schermo un’immagine di donna forte, indipendente e autentica.
La notizia della sua scomparsa ha suscitato profonda commozione in Italia e all’estero. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, l’ha definita “una delle più grandi attrici italiane di tutti i tempi”, sottolineando la sua capacità di ispirare i principali registi del Novecento. Anche la casa di produzione Cinecittà ha espresso il suo cordoglio, ricordando come l’attrice sia stata “l’ultima stella del momento più bello e ricco del nostro cinema”.
Il quotidiano tunisino La Presse l’ha ricordata come “la più tunisina delle donne italiane”, celebrando non solo la sua eredità cinematografica, ma anche il suo impegno come ambasciatrice dell’UNESCO per i diritti delle donne.
La sua scomparsa segna la fine di un’era, ma il ricordo della sua grazia, del suo talento libero e della sua forte personalità continuerà a vivere nei 150 film che l’hanno vista protagonista.