Una brusca battuta d’arresto parlamentare spinge la Spagna verso la fine anticipata della legislatura. Il Congresso dei Deputati ha bocciato la conversione in legge dei due decreti-legge d’urgenza sull’emergenza abitativa presentati dal governo guidato da Pedro Sánchez.
A determinare la caduta dei provvedimenti è stato l’asse formato dall’opposizione di destra (Partito Popolare e Vox) e dai deputati indipendentisti catalani di Junts per Catalunya (la forza guidata da Carles Puigdemont) e del PNV (Partito Nazionalista Basco), alleati chiave per la tenuta della maggioranza di governo.
La scintilla e il voto: il caso “Maricarmen Abascal”
Il clima sociale era già incandescente dopo lo sfratto dell’ottantasettenne Maricarmen Abascal, portata via in barella dalla sua abitazione a Madrid dopo 70 anni, evento che ha scatenato accampate e mobilitazioni alla Puerta del Sol e in diverse città del Paese sotto lo slogan “Ni una Maricarmen más”.
- I contenuti dei decreti: Le norme bocciate prevedevano la proroga dello stop agli sfratti fino al 2030 per i nuclei vulnerabili, il rinnovo automatico dei contratti di locazione, la stretta sugli acquisti speculativi da parte dei fondi avvoltoio e tetti all’aumento degli affitti.
- Lo scontro in aula: In un duro discorso di quattro ore, Sánchez ha avvertito che la bocciatura avrebbe arrecato un “danno immenso al Paese”, aggiungendo: “La storia vi giudicherà”. Junts e PNV hanno tuttavia respinto l’impostazione dell’esecutivo, sostenendo che le tutele eccessive avrebbero ritirato case dal mercato della locazione.
- Esito della votazione: Il Congresso ha respinto i decreti con 178 voti contrari contro 172 favorevoli.
Verso le urne il 29 novembre?
Di fronte all’impossibilità di approvare i provvedimenti chiave della legislatura, fonti della Moncloa confermano che Sánchez si prenderà il fine settimana per riflettere sull’eventuale scioglimento anticipato delle Cortes.
- La data ipotizzata: Qualora il premier esercitasse la prerogativa costituzionale nei prossimi giorni, la data finestra per le elezioni anticipate sarebbe fissata per la domenica del 29 novembre.
- Calcolo politico: La strategia di Sánchez mirerebbe a capitalizzare l’indignazione popolare sulla crisi abitativa — prima fonte di preoccupazione per il 61% degli affittuari spagnoli secondo i dati CIS — addossando alle destre e agli indipendentisti la responsabilità del blocco delle tutele sociali.
- I nodi della Sinistra: L’esecutivo arriva a questa scadenza indebolito dagli strascichi delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto ex esponenti del PSOE (come José Luis Ábalos) e dalle divisioni nello spazio alla sinistra del partito, dopo il riassetto interno seguito al passo indietro di Yolanda Díaz in Sumar.
Proteste in piazza e contagi europei
Dopo il verdetto del Parlamento, la tensione è esplosa nelle piazze. A Madrid la folla radunata all’esterno del Congresso e a Puerta del Sol ha invocato lo sciopero generale. Intanto, la rabbia per il costo della vita e il disagio giovanile supera i confini spagnoli, registrando accesi scontri di piazza tra studenti e forze dell’ordine anche nelle principali città francesi, tra cui Parigi e Marsiglia.