Una devastante ondata di bombardamenti ha sconvolto l’Ucraina nella notte tra domenica e lunedì, in quella che il Cremlino ha ufficializzato come una “rappresaglia” per il raid ucraino di venerdì contro un dormitorio a Starobilsk (nella regione occupata di Lugansk), costato la vita a 21 persone.
Le forze aerospaziali russe hanno scatenato un attacco di proporzioni inedite: secondo i dati dell’Aeronautica militare di Kiev, l’offensiva ha visto l’impiego simultaneo di 600 droni da combattimento e 90 missili lanciati da aria, mare e terra. Nel mirino l’intera capitale e le infrastrutture strategiche del Paese. Il bilancio provvisorio è drammatico: si registrano almeno 4 morti e oltre 44 feriti, ma i dati sono in continuo aggiornamento.
Terrore ipersonico: l’impatto dell’Oreshnik su Bila Tserkva
Per la terza volta dall’inizio del conflitto, Mosca ha dispiegato il suo nuovissimo e più temibile vettore: il missile balistico ipersonico a medio raggio Oreshnik (“albero di nocciolo”). Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato che l’arma – capace di viaggiare a una velocità pari a Mach 10 (dieci volte la velocità del suono) e progettata per annientare bunker sotterranei superando qualsiasi scudo antimissile – ha colpito la città di Bila Tserkva, nella regione di Kiev.


I danni nella capitale sono catastrofici e colpiscono deliberatamente la rete civile:
- Infrastrutture vitali: Tre missili hanno centrato in pieno un’importante infrastruttura idrica della città.
- Quartieri urbani: Un intero mercato rionale è stato avvolto dalle fiamme, decine di condomini sono sventrati e diverse scuole risultano distrutte in oltre 40 siti della capitale.
- Caso diplomatico: L’Albania ha denunciato con forza il danneggiamento della residenza ufficiale del proprio ambasciatore a Kiev, definendo l’accaduto «un’escalation grave e inaccettabile».
La reazione dell’Occidente: «Atti terroristici ripugnanti»
I leader europei hanno risposto compatti con una durissima nota di condanna contro la “strategia del terrore” russa.
Kaja Kallas (Alta Rappresentante UE): «La Russia, trovandosi in un vicolo cieco sul campo di battaglia, sta terrorizzando l’Ucraina con attacchi deliberati sui centri urbani. Si tratta di atti terroristici ripugnanti volti a uccidere il maggior numero possibile di civili e una sconsiderata politica del rischio calcolato sul nucleare».
Dello stesso tenore il commento della presidente della Commissione UE, Ursula von der Leyen, che ha liquidato l’uso dell’arma ipersonica come «un chiaro segno di disperazione del Cremlino», mentre il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato apertamente di una pericolosa «fuga in avanti» da parte di Mosca.
Giorgia Meloni (Premier italiana): «Esprimo la più ferma condanna per il pesante attacco russo che ha colpito nuovamente le infrastrutture civili in Ucraina, con il progressivo innalzamento del livello degli armamenti utilizzati. Siamo costantemente al lavoro per la pace».

Kiev convoca d’urgenza il Consiglio di Sicurezza ONU
La reazione diplomatica dell’Ucraina è immediata. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ha annunciato su X di aver dato mandato ai diplomatici ucraini di chiedere la convocazione d’urgenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
L’Ucraina esige inoltre una sessione straordinaria congiunta del Forum per la Cooperazione in materia di Sicurezza e del Consiglio Permanente dell’OSCE, chiamando in causa direttamente anche il Consiglio d’Europa e l’Unesco. «Le istituzioni internazionali devono fornire una risposta adeguata e decisa all’aggressore», ha tuonato Sybiha, «poiché Mosca sta tentando di compensare la totale mancanza di progressi militari sul campo di battaglia accanendosi brutalmente contro la popolazione civile».