Dal “Digital Twin” di Vimar all’IA siderurgica di Danieli: SMACT mette a terra 12,4 milioni di euro. Coinvolte 77 aziende, il 60% dei progetti nasce nei laboratori universitari.
Non solo chatbot per la gestione aziendale, ma algoritmi capaci di governare il movimento dell’acciaio e piattaforme IoT per salvare le città d’arte dall’overtourism. L’industria italiana accelera sulla transizione digitale grazie ai fondi del PNRR, trasformando le risorse di Next Generation EU in 68 progetti concreti che ridisegnano i processi produttivi da Nord a Sud.
Il modello SMACT: l’asse tra impresa e accademia
A fare da volano a questa trasformazione è lo SMACT Competence Center di Venezia, che attraverso i bandi IRISS ha mobilitato 12,4 milioni di euro di finanziamenti pubblici, generando investimenti complessivi per oltre 15 milioni. Il dato più rilevante riguarda il metodo: nel 60% dei casi, le aziende hanno lavorato fianco a fianco con i centri di ricerca universitari.
«Questi risultati testimoniano l’efficacia della sinergia tra istituzioni e tessuto produttivo», ha dichiarato Matteo Faggin, Direttore Generale di SMACT. «Non è solo avanzamento tecnologico, ma un investimento strategico sulla competitività del sistema Paese».
I campioni dell’innovazione: dai grandi gruppi alle PMI
Il perimetro dell’innovazione tocca colossi industriali e piccole medie imprese:
- Danieli (Siderurgia): Con il progetto Vibes, ha introdotto la computer vision per automatizzare la movimentazione dei semilavorati nelle acciaierie.
- Vimar (Elettrotecnica): Ha lanciato Twist, un sistema di “Digital Twin” (gemello digitale) per minimizzare gli sprechi nello stampaggio a iniezione.
- Carraro (Meccanica): Ha creato ASK, un motore di ricerca basato su IA per rendere la conoscenza tecnica aziendale accessibile a tutto il team.
- Almaviva (Digital): Ha sviluppato una piattaforma IoT per la gestione sostenibile dei flussi turistici nelle località storiche.
La geografia del Tech: il Nordest guida la carica
Sebbene i bandi abbiano servito 282 aziende in tutta Italia, il cuore pulsante del progetto resta il Triveneto. Il Veneto guida la classifica con il 58% delle realtà coinvolte, seguito dal Friuli-Venezia Giulia (22%). Significativa anche la partecipazione di Lombardia, Trentino-Alto Adige e, in misura minore, di regioni del Sud come Puglia e Sardegna.
I numeri della trasformazione
L’Intelligenza Artificiale applicata alla manifattura è la regina assoluta delle tecnologie richieste, presente nel 72% dei progetti, seguita dall’Internet of Things (47%) e dalla realtà virtuale dei Digital Twin (32%). Un mix tecnologico che vede protagoniste soprattutto le piccole e micro imprese (44%), dimostrando che la digitalizzazione non è più un lusso riservato esclusivamente ai grandi gruppi industriali.
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