Lo scoppio del conflitto in Medio Oriente, innescato dall’attacco di Stati Uniti e Israele contro l’Iran lo scorso febbraio, sta presentando un conto salatissimo agli italiani. Secondo l’ultimo studio del Codacons, basato sull’analisi dei dati ISTAT tra febbraio e aprile, l’ondata di rincari si traduce in una “stangata” che sfiora i 1.000 euro annui per ogni nucleo familiare.
Carburanti ed Energia: il cuore del rincaro
Il settore energetico è quello che ha subito il colpo più duro, con ripercussioni immediate su trasporti e riscaldamento.
- Combustibili liquidi: Benzina, diesel e gasolio hanno registrato un balzo record del +38,4% in soli due mesi.
- Bollette: Il costo del gas è aumentato del 13%, mentre l’energia elettrica segna un +5,2%.
- Trasporti: Viaggiare è diventato un lusso. I voli internazionali costano il 18,2% in più, mentre i traghetti registrano un +6%.
La spesa alimentare: lo “tsunami” sui banchi del fresco
L’aumento dei carburanti ha fatto schizzare i costi di logistica e trasporto, scaricandosi direttamente sui prezzi al dettaglio nei supermercati.
- Frutti di bosco e legumi: Mirtilli e lamponi segnano un +16,1%, seguiti dai legumi al +9,9%.
- Ortaggi: Peperoni, zucchine e pomodori costano l’8,6% in più rispetto a febbraio.
- Agrumi e frutta fresca: Aumenti compresi tra il 7,5% e il 7,8%.
Non solo beni primari: rincara anche il tech
Curiosamente, la crisi ha colpito anche il settore dell’informatica e dell’intrattenimento:
- Supporti di registrazione: +21,6%.
- Videogiochi e software: +16,4%.
Il bilancio finale: il rischio recessione
Il Codacons stima che, a parità di consumi, una famiglia media debba affrontare una maggiore spesa di 926 euro su base annua.
“Siamo di fronte a un impoverimento generalizzato,” avverte l’associazione. “Il rischio concreto è una contrazione drastica dei consumi che potrebbe dare il colpo di grazia all’economia nazionale proprio mentre cerchiamo di uscire dalla crisi.”
L’allarme dei consumatori arriva in una settimana politica cruciale, con il Segretario di Stato USA Marco Rubio in arrivo a Roma (giovedì 7 maggio) per discutere con il governo Meloni proprio della strategia nel conflitto iraniano e delle sue pesanti ricadute economiche sull’alleato italiano.