Svolta a sorpresa a Montecitorio a poche ore dall’inizio dei voti sulla nuova legge elettorale. Con una mossa che ricompatta la maggioranza di centrodestra alla vigilia del dibattito d’Aula, Lega e Forza Italia hanno ufficialmente dato il via libera all’emendamento sulle preferenze targato Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Udc.
L’intesa, raggiunta dopo febbrili consultazioni interne, sblocca l’impasse governativa ma accende la contrapposizione con le opposizioni. Il centrosinistra ha infatti risposto chiedendo formalmente alla Presidenza della Camera che la riforma elettorale venga votata interamente a scrutinio segreto, mossa che rischia di esporre il provvedimento all’ombra dei franchi tiratori.
La retromarcia di Lega e Forza Italia: “Si garantisce la governabilità”
Fino a ieri sera la frattura all’interno del centrodestra sembrava insanabile, con il partito di Matteo Salvini e quello di Antonio Tajani contrari a firmare la proposta di Giorgia Meloni. La quadra politica è stata trovata stamattina nel corso delle assemblee dei rispettivi gruppi parlamentari a Montecitorio.
LA SVOLTA DELLE FORZE DI MAGGIORANZA
├── LEGA: Sì all'emendamento. Definito un "sistema misto che garantisce la governabilità e dà voce ai territori".
├── FORZA ITALIA: Via libera deliberato all'unanimità dopo la riunione del gruppo dei deputati azzurri.
└── REAZIONE DI VANNACCI: Parla di "inciucio" ma annuncia il voto favorevole di Futuro Nazionale per coerenza.
Nonostante l’eurodeputato Roberto Vannacci (alleato del Carroccio) abbia bollato l’accordo come un “inciucio” dell’ultimo minuto, ha confermato che i parlamentari della sua componente esprimeranno comunque voto favorevole all’emendamento per non ostacolare il ritorno delle preferenze.
Nota ufficiale della Lega: «In vista dei voti previsti in Aula sulla legge elettorale, avendo riscontrato che si prevede un sistema misto che garantisce la governabilità e la possibilità di dare voce ai territori per la scelta dei propri rappresentanti, il partito darà indicazione al proprio gruppo alla Camera di esprimere voto favorevole all’emendamento».
La contromossa del Centrosinistra: la trappola del voto segreto
Il via libera formale dei partiti di governo non mette tuttavia al sicuro la riforma in Aula. Preoccupati dalla ritrovata compattezza della maggioranza, i partiti di opposizione hanno deciso di giocare la carta regolamentare più pesante.
I capigruppo delle minoranze hanno avanzato una richiesta ufficiale al Presidente della Camera affinché l’intera riforma sia sottoposta a voto segreto.
Lo scenario parlamentare
- La strategia del PD: Fonti dem confermano l’intenzione di forzare la mano richiedendo lo scrutinio segreto su tutti gli emendamenti ammissibili secondo il regolamento, incluse le stesse preferenze.
- Il rischio franchi tiratori: Dietro il voto palese si celano i malumori di molti parlamentari della maggioranza preoccupati per la propria rielezione; il voto nell’urna segreta rappresenterà per loro la prova del nove.
- Le divisioni interne: Anche il campo largo non è immune da tensioni: se il M5S e parte del PD spingono per le preferenze, Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) si dichiara nettamente contraria, rendendo la dinamica del voto d’Aula del tutto imprevedibile.