Si infiamma il dibattito politico attorno alla riforma della legge elettorale, con la maggioranza di centrodestra impegnata in un delicato gioco di equilibri in vista della scadenza per la presentazione degli emendamenti. A tracciare una linea di demarcazione netta tra l’esecutivo e le camere è il vicepremier e segretario di Forza Italia, Antonio Tajani: «Alla legge elettorale si stanno dedicando i rappresentanti dei partiti in Parlamento. Non sceglie Meloni, non sceglie nessuno, è il Parlamento che sceglie. Il governo non interviene».
Lunedì prossimo, alla ripresa dei lavori parlamentari, verranno depositati gli emendamenti ufficiali. Sulla stessa linea di Tajani si posiziona anche l’altro vicepremier, Matteo Salvini, che smentisce vertici imminenti a tre con Meloni: «Non abbiamo nessun incontro in agenda. Lascio ai tecnici affrontare un tema che ha come unico obiettivo che chiunque vinca possa governare per cinque anni. Non abbiamo precondizioni».
Il nodo preferenze: Fratelli d’Italia e Noi Moderati spingono per il sì
Il vero terreno di scontro interno alla coalizione riguarda il superamento dei listini bloccati a favore dell’introduzione delle preferenze sulla scheda elettorale.
- La posizione di FdI: Il capogruppo alla Camera, Galeazzo Bignami, ha confermato la linea del partito in un’intervista a Repubblica, mostrandosi però ottimista sulla tenuta della coalizione: «Noi intendiamo andare avanti insieme agli alleati. Il presupposto è sempre lo stesso: il nostro partito è a favore delle preferenze per ridare ai cittadini la possibilità di scegliere i candidati. Stiamo ragionando assieme a loro e confidiamo di trovare una soluzione entro lunedì».
- La sponda di Noi Moderati: Anche Maurizio Lupi si schiera a favore del cambiamento. «Lavoriamo per l’introduzione delle preferenze e per una legge che dica il giorno dopo il voto chi ha vinto e deve governare. La stabilità dà garanzie a famiglie e imprese», ha dichiarato il presidente di NM.
L’affondo di Vannacci: «Le segreterie vogliono piazzare gli amanti»
Il clima di apparente serenità descritto dai vertici dei partiti di governo viene però duramente scosso dalle dichiarazioni di Roberto Vannacci.
Il leader di Forza nelle Voterie (FnV), interpellato da LaPresse su una possibile fumata nera o rallentamento nel vertice di maggioranza, ha lanciato un attacco frontale e senza filtri alla “casta” dei partiti:
Roberto Vannacci: «Molto male. Ancora una volta le segreterie dei partiti vogliono il potere accentrato per mettere i loro amici, amichetti, amanti ed editori. Noi invece pensiamo che la sovranità debba esser resa al popolo e insistiamo sulle preferenze, senza listini bloccati. Siamo l’unico partito rimasto a insistere davvero, perché non facciamo parte della casta e vogliamo restituire dignità al Parlamento».
Le posizioni in campo in vista di lunedì
I tecnici della maggioranza avranno tempo fino alla ripresa dei lavori di lunedì per trovare la “quadra” definitiva e presentare un pacchetto di emendamenti condiviso. La mappa delle posizioni attuali mostra sfumature diverse sull’architettura della nuova legge:
| Forza Politica | Obiettivo Principale | Posizione sulle Preferenze |
| Fratelli d’Italia | Stabilità di governo e centralità del cittadino | Favorevole: vuole eliminare i listini bloccati. |
| Forza Italia | Centralità del dibattito e dei gruppi parlamentari | Prudente: delega ai tecnici e ai gruppi, no a imposizioni dall’alto. |
| Lega | Garanzia di governabilità per 5 anni | Aperta: nessuna precondizione, focus sul premio di maggioranza. |
| Noi Moderati | Stabilità macroeconomica e rappresentanza | Favorevole: diritto dei cittadini di scegliere il rappresentante. |
| Forza nelle Voterie | Rottura con le segreterie di partito | Radicale: le preferenze sono l’unico pilastro irrinunciabile contro la casta. |