Il faro degli investitori è puntato su Leonardo, il colosso della Difesa. Nonostante un triennio straordinario (oltre +400% di valore azionario), il titolo ha subito oggi un pesante crollo: -8,05% a 57,25 euro.
A pesare non è solo l’incertezza dei venti di guerra, ma soprattutto le indiscrezioni sulla governance: rumors sempre più insistenti suggeriscono che Roberto Cingolani potrebbe non ottenere un nuovo mandato come AD. L’attivista americano Guy Wyser-Pratte ha espresso a Bloomberg il timore di “ingerenze politiche” che potrebbero danneggiare gli azionisti, lodando il “lavoro fantastico” fatto finora dall’attuale vertice.
Per la successione si fa strada con forza Lorenzo Mariani, attuale guida di MBDA Italia e manager stimatissimo nel settore Difesa. Restano sullo sfondo le ipotesi Folgiero (Fincantieri) e Donnarumma (FS), che però aprirebbero altri “buchi” difficili da colmare.
Il Ministero dell’Economia deve sciogliere le riserve entro pochi giorni per consentire le assemblee dei soci. La strategia di Palazzo Chigi sembra orientata alla stabilità, con l’eccezione possibile di Leonardo.
Il calendario delle liste (entro aprile):
- 13 Aprile: Scadenza per le liste di Eni e Leonardo.
- 17 Aprile: Scadenza per le liste di Enel e Terna.
Le previsioni sui vertici:
| Società | Amministratore Delegato (Probabile) | Nota |
| Eni | Claudio Descalzi | Verso lo storico quinto mandato; possibile cambio alla presidenza. |
| Enel | Flavio Cattaneo | Conferma quasi certa insieme al presidente Paolo Scaroni. |
| Poste | Matteo Del Fante | Già blindato dal Tesoro nel segno della continuità. |
| Terna | Giuseppina Di Foggia | In attesa di conferma ufficiale nelle liste del 17 aprile. |
UN IMPERO DA RINNOVARE: 214 ORGANI SOCIALI
Come calcolato dal centro studi CoMar, la tornata è mastodontica e non riguarda solo i giganti quotati. Saranno rinnovati i vertici di società strategiche come:
- Infrastrutture e Trasporti: RFI, Trenitalia, Anas, Stretto di Messina.
- Servizi e Tecnologia: PagoPa, Sogei, IPZS (Zecca dello Stato), Rai.
- Sicurezza ed Energia: Sogin, Gse, Sace.
L’OMBRA DELLA POLITICA SULL’INDUSTRIA DELLA DIFESA
La partita su Leonardo è la più delicata. In una fase in cui l’Italia deve decidere se concedere o meno le basi agli USA per l’attacco all’Iran e gestire commesse miliardarie per la difesa europea, il cambio del “capoazienda” viene letto dai mercati come un segnale di fragilità o di eccessiva lottizzazione.
Cingolani ha appena presentato il piano industriale 2026-2030, puntando sulla digitalizzazione e sull’aerospazio. Sostituirlo ora significherebbe cambiare rotta nel momento di massima turbolenza geopolitica.