Papa Leone XIV ha iniziato la terza tappa del suo viaggio apostolico in Africa, sbarcando in Angola proveniente dal Camerun. Il Pontefice, atterrato a Luanda, ha immediatamente chiuso la porta alle polemiche a distanza con il Presidente USA, Donald Trump, che lo aveva attaccato duramente dopo il vertice di Sigonella per il suo messaggio di pace e la mediazione con l’Iran. Leone XIV ha ribadito la sua missione pastorale e lanciato un monito potente contro i “despoti e tiranni del corpo e dello spirito”.
Incontrando i giornalisti sul volo papale tra Yaoundé e Luanda, Leone XIV ha risposto seccamente alle domande sulle tensioni con la Casa Bianca e sui recenti attacchi di Trump e Vance (“Papa Traditore”): “Non è affatto nel mio interesse dibattere con il Presidente USA, Donald Trump. Gran parte di ciò che è stato scritto da allora non è altro che un commento su commento, nel tentativo di interpretare quanto è stato detto. I discorsi pronunciati in questi giorni erano preparati da tempo, ben prima che il Presidente commentasse su di me e sul messaggio di pace che sto promuovendo”.
Leone XIV ha tenuto a precisare che la sua visita in Africa ha un obiettivo puramente religioso ed ecumenico: “Vengo principalmente come pastore, come capo della Chiesa cattolica, per stare con, per celebrare con, per incoraggiare e accompagnare tutti i cattolici africani”.
L’ATTACCO AI “TIRANNI DELLO SPIRITO” E ALLE ÉLITE FINANZIARIE
Appena arrivato a Luanda, nel suo discorso alle autorità, alla società civile e al corpo diplomatico angolano, il Papa ha inviato un messaggio forte e politico, pur senza citare esplicitamente Trump o l’America First:
- Despoti e Anime Passive: Nel mondo ci sono “despoti e tiranni del corpo e dello spirito che vogliono rendere le anime passive e le passioni tristi, inclini all’inerzia, docili e asservite al potere”.
- False Gioie: La Chiesa, invece, vuole essere “lievito nella pasta” per favorire un modello giusto di convivenza, “libero dalle schiavitù imposte da élite con molti denari e false gioie”.
- Africa come Merce: Leone XIV ha lanciato un appello a “rompere la catena di interessi che riduce la realtà e la vita stessa a merce di scambio” in Africa, difendendo la dignità dei popoli contro lo sfruttamento delle risorse.
Prima di lasciare il Camerun, il Papa ha presieduto una messa all’aeroporto di Yaoundé. Nell’omelia, ha lanciato un appello alla comunità internazionale affinché “nessuno sia lasciato solo ad affrontare le avversità della vita”. Ha esortato ogni comunità a sostenere “strutture di solidarietà e di aiuto reciproco” per affrontare le crisi sociali, politiche, sanitarie ed economiche.
La strategia di Papa Leone XIV è chiara: ignorare gli insulti di Trump (“Traditore”, “Incompetente”) per non alimentare una polarizzazione politica che danneggerebbe la missione della Chiesa. Allo stesso tempo, il Pontefice usa la sua “diplomazia dello spirito” per attaccare le radici culturali del sovranismo e dell’egoismo nazionalista, definendoli come forme di tirannia che rendono le anime passive. L’Africa diventa così il palcoscenico ideale per rilanciare un messaggio di solidarietà universale contro la logica della forza e del profitto.