MA AVVERTE: FAMIGLIE E IMPRESE PIU’ VULNERABILI AL RISCHIO DEFAULT
Il ministero dell’Economia indica invece per quest’anno un Pil programmatico al +1%, deficit al 4,5%. Per gli esperti di Washington, ci sono comunque rischi al ribasso a causa dello stress del settore creditizio: “Aumentano le probabilita’ di un atterraggio duro”. Per il 2023 rialzata la stima del Pil dell’Eurozona al +0,8%, peggiora per la crescita mondiale, +2,8% in 2023 (-0,1%).
Il Fondo monetario internazionale (Fmi) rivede al rialzo la stima sul Pil dell’Italia del 2023, portandola allo 0,7 per cento (piu’ 0,1 per cento rispetto alla previsione di gennaio). E’ quanto emerge dal World Economic Outlook dell’Fmi. Per il 2024, invece, si stima una crescita dello 0,8 per cento (meno 0,1 per cento rispetto alla previsione precedente).
Il Pil tendenziale per quest’anno si attestera’ allo 0,9 per cento, mentre il deficit, sempre a livello tendenziale, sara’ al 4,35 per cento, riferiscono fonti del ministero dell’Economia, sottolineando che il lavoro va avanti sulla base di un approccio prudente, gia’ dimostrato dal ministro Giancarlo Giorgetti in occasione della Nadef e della legge di Bilancio. Il testo, sul tavolo del Consiglio dei ministri dovrebbe poi prevedere una crescita programmatica per quest’anno all’uno per cento, mentre, guardando al 2024, nello scenario programmatico il Pil dovrebbe crescere all’1,4 per cento.
Il Fondo Monetario Internazionale ha alzato la stima di crescita del Pil dell’Eurozona nel 2023 al +0,8%, contro il +0,7% precedente. Per il 2024 il World Economic Outlook prevede un +1,4% (era il +1,6% nell’aggiornamento di gennaio. All’interno dell’Eurozona spicca il +1,5% della Spagna (era +1,1%), mentre il Pil previsto della Francia nel 2023 rimane sempre il +0,7%. Per la Germania e’ prevista crescita negativa nel 2023 a -0,1% dal +0,1% previsto a gennaio. Al di fuori dell’Eurozona, migliora il Regno Unito: -0,3% da -0,6%.
La zona euro dovrebbe in particolare beneficiare di una crescita piu’ forte in Spagna all’1,5%, in aumento di 0,4 punti rispetto alle previsioni di gennaio. La Francia chiuderebbe l’anno allo 0,7% con una previsione invariata per il 2023 ma rivista al ribasso per il 2024, all’1,3% (-0,3 punti). Al ribasso, la Germania potrebbe tornare in recessione, dice il Fmi, che aveva gia’ immaginato questo scenario nelle sue previsioni. Prevede un calo dello 0,1% del Pil nel 2023 prima di un rimbalzo della crescita dell’1,1% nel 2024, un po’ meno vigorosa di quanto anticipato nelle due previsioni precedenti. Il governo tedesco e gli esperti economici sono dal canto loro piu’ ottimisti: il ministero dell’Economia conta su una crescita dello 0,2%, mentre qualche mese fa prevedeva un calo del Pil a causa della crisi energetica. In tutta la zona euro, i timori di recessione sono gradualmente svaniti con l’allentamento dei prezzi dell’energia. L’inflazione e’ in calo, con il 6,9% su un anno registrato a marzo secondo Eurostat, il quinto mese consecutivo di calo. Tra i paesi piu’ avanzati, Germania e Regno Unito sono gli unici due che dovrebbero subire una recessione quest’anno, secondo il Fondo. Il Regno Unito registrerebbe un calo dello 0,3% del Pil, contro un calo dello 0,6% previsto in precedenza, prima di tornare a crescere l’anno prossimo all’1%. A livello globale, quest’anno la crescita e’ prevista al 2,8%, in leggero calo rispetto alla previsione precedente (-0,1 punto), con in particolare una flessione nelle previsioni per Giappone e paesi emergenti. Nella zona euro, anche il 2024 appare un po’ meno roseo rispetto alle previsioni di gennaio: la crescita e’ prevista all’1,4%, in calo di 0,2 punti.