L’intelligenza artificiale non è più solo una rivoluzione tecnologica, ma la nuova spina dorsale del potere globale, capace di ridefinire la geopolitica mondiale e innescare una vera e propria «nuova guerra fredda». È questo il fulcro della Relazione annuale al Parlamento presentata dal Presidente dell’Autorità Garante per la Privacy, Pasquale Stanzione, affiancato dalla vicepresidente Ginevra Cerrina Feroni e dal componente del Collegio Agostino Ghiglia.
Nel tracciare il bilancio dell’attività dell’Authority, Stanzione ha lanciato un forte appello alle Camere affinché eleggano con urgenza il quarto componente del Collegio, rimasto vacante da quasi sei mesi dopo le dimissioni di Guido Scorza, legate alle indagini della Procura di Roma e ai procedimenti della Corte dei Conti sulle spese dell’ente. «Procediamo con rigore e resilienza, siamo molto sereni», hanno precisato i vertici dell’ufficio.
La Geopolitica degli Algoritmi e il “Quinto Dominio”
L’analisi di Stanzione ha evidenziato come la corsa alla supremazia tecnologica tra Stati Uniti e Cina stia ridefinendo i concetti stessi di sovranità nazionale e deterrenza militare:
- Il campo di battaglia: L’uso massiccio di software e algoritmi predittivi nei conflitti moderni – dall’Ucraina al Medio Oriente fino all’Iran – ha ufficialmente spostato le ostilità nel “quinto dominio operativo” (il cyberspazio).
- La nuova deterrenza: Questa evoluzione ha scardinato i vecchi equilibri geostrategici del Novecento. Stanzione ha citato l’esempio dell’azienda Anthropic, che ha rifiutato al governo statunitense l’uso dei propri modelli per la sorveglianza di massa, evidenziando il ruolo di “poteri autonomi” assunto dalle Big Tech.
- L’antidoto europeo: Richiamando l’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, il Garante ha sottolineato che l’antidoto a questa deriva è “porre l’innovazione al servizio dell’uomo”. In questo senso, l’Europa si pone come baluardo globale iscrivendo la tecnica nella rete di garanzie del GDPR e dell’AI Act.
Le Emergenze Sociali: Minori, Chatbot e la Piaga dei “Deepnude”
La Relazione ha passato in rassegna le minacce più insidiose che impattano direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini italiani, con particolare focus sulle fasce vulnerabili:
LE EMERGENZE INDIVIDUATE DAL GARANTE PRIVACY ├── DEEPNUDE E SITI SESSISTI ──► Applicazioni IA che spogliano donne e minori. “Serve pedagogia digitale”. ├── CHATBOT E ADOLESCENTI ──► Minori che affidano ansie e paure agli assistenti virtuali delle piattaforme. ├── CAPORALATO DIGITALE ──► Uso aziendale di IA sui clickworkers che rischia di ampliare le diseguaglianze. └── SANITÀ E INDAGINI ──► Pericolo di “derive predittive” della polizia e violazioni della dignità del paziente.
L’Autorità ha confermato di aver adottato numerosi provvedimenti d’urgenza nel corso dell’anno per bloccare i software di falsificazione algoritmica (deepfake) che hanno preso di mira anche esponenti politici e personaggi pubblici.
L’Affondo sui Media: Stop alla “Spettacolarizzazione Voyeuristica”
Un capitolo rilevante della relazione è stato dedicato al mondo dell’informazione e al delicato equilibrio tra diritto di cronaca e tutela della dignità umana.
Stanzione ha richiamato esplicitamente la copertura mediatica di clamorosi casi giudiziari – citando la strage di Garlasco e la vicenda della “famiglia nel bosco” – ammonendo i giornalisti sui rischi insiti nella digitalizzazione esasperata:
Pasquale Stanzione: «Con la digitalizzazione c’è il rischio concreto di un eccesso informativo che può facilmente degenerare in spettacolarizzazione voyeuristica, finendo per legittimare pericolosi processi mediatici paralleli a quelli delle aule di giustizia».