Si è concluso il sequestro di Stato di Alberto Trentini e Mario Burlò, i due cittadini italiani detenuti per oltre un anno nelle carceri venezuelane. L’annuncio, arrivato via social dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, segna il punto di svolta in una crisi diplomatica che durava dal novembre 2024.
Decisiva una telefonata tra Tajani e il ministro degli Esteri venezuelano Yvan Gil Pinto. Tajani ha ribadito che il rilascio di Trentini e Burlò deve essere solo il primo passo verso la libertà per tutti gli italiani ancora detenuti.
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha espresso “gioia e soddisfazione”, ringraziando formalmente la presidente ad interim Delcy Rodriguez per la collaborazione costruttiva.
Chi sono i connazionali liberati
- Alberto Trentini (46 anni): Cooperante veneziano della Ong Humanity & Inclusion. Arrestato il 15 novembre 2024 a un posto di blocco, ha trascorso 423 giorni nel carcere di massima sicurezza di El Rodeo senza mai ricevere capi d’imputazione formali. La famiglia, pur ringraziando le istituzioni, parla di “ferite difficilmente guaribili”.
- Mario Burlò (52 anni): Imprenditore torinese, arrestato quasi contemporaneamente al confine con la Colombia. Burlò in Italia è sotto processo per il crac della società Auxilium Torino.
La liberazione dei prigionieri italiani si inserisce in un mutamento radicale degli equilibri in Venezuela. Il governo italiano ha colto il “cambiamento di stagione” impresso dalla presidente Delcy Rodriguez, volto a riaprire i canali con l’Occidente.
La posizione degli Stati Uniti: Anche Washington si muove verso la normalizzazione. Donald Trump si è detto disposto a incontrare la Rodriguez, mentre è già in agenda un colloquio con la leader dell’opposizione Maria Corina Machado. Tuttavia, il tycoon ha posto un limite invalicabile: nessuna grazia per Nicolas Maduro. “Non è uno scenario possibile”, ha tagliato corto il presidente USA, mantenendo alta la pressione sull’ex leader chavista.
“Ieri, verso le 20, mi ha chiamato il ministro degli esteri venezuelano per annunciarmi che la presidente Rodriguez aveva deciso di far liberare Trentini. E’ stato un lavoro molto discreto condotto da tutto il sistema Italia per portare a casa i nostri connazionali italiani detenuti in Venezuela”. Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani, poche ore dopo la liberazione dei nostri connazionali detenuti in Venezuela.
“La svolta – ha raccontato Tajani – c’è stata quando mi ha chiamato il ministro degli Esteri Yvan Gil del Venezuela per annunciarmi che la presidente Rodriguez aveva preso la decisione di liberare Trentini e che nel giro di poche ore sarebbe stato rilasciato. Questo ha chiuso il cerchio del nostro impegno del nostro lavoro coordinato tra Palazzo Chigi, Farnesina, la nostra ambasciata, l’intelligence e tutti insieme abbiamo lavorato per tutelare l’interesse del nostro cittadino insieme a quello di altri cittadini e infatti poi sono arrivati verso le quattro italiane nella nostra sede diplomatica sia Trentini che Burlò, quindi questa è un’ottima notizia”. “Da un punto di vista politico – ha sottolineato il vicepremier e ministro degli Esteri – la decisione della presidente Rodriguez di avviare una nuova stagione con la liberazione dei detenuti politici, e nel caso specifico la liberazione di cittadini italiani, a cominciare da Trentini, è una decisione che crea un nuovo clima nelle relazioni tra Venezuela e l’Italia e per questo noi abbiamo accolto con grande soddisfazione la scelta della presidente Rodriguez. Questo ci permetterà di lavorare nei prossimi mesi e ancora di più con il Venezuela in maniera differente”, ha concluso.