L’incubo dell’Isis sulle Olimpiadi di Rio. A due settimane dalla cerimonia di apertura, la Polizia brasiliana ha arrestato 10 ‘lupi solitari’, tutti giovani (uno addirittura minorenne), che sarebbero stati pronti al martirio pur di organizzare uno spettacolare attentato terroristico sul palcoscenico planetario dei Giochi in nome DEL Califfato. Altri due sono ricercati. L’operazione antiterrorismo si e’ svolta negli stati di San Paolo e Parana’. Il gruppo sarebbe stato reclutato sul web.
Ha trascorso nel 2012 sei mesi in Egitto, dove si e’ fatto fotografare con una bandiera dell’Isis, uno dei 10 arrestati in Brasile con l’accusa di preparare attentati terroristici durante le Olimpiadi di Rio. Vitor Barbosa Magalhaes, 23 anni, si e’ convertito all’islam nel 2010. ”Non possiamo dire che avrebbero commesso atti di terrorismo” ha detto il giudice federale Marcos Josegrei da Silva degli arrestati.
Sono tutti cittadini brasiliani i 10 sospetti arrestati oggi dalla polizia con l’accusa di progettare un attacco terroristico in occasione dei Giochi olimpici di Rio di Janeiro, al via il prossimo 5 agosto. Uno dei fermati è minorenne. Secondo quanto riferito dal ministro della Giustizia brasiliano, Alexandre de Moraes, alcuni degli arrestati avevano giurato fedeltà allo Stato islamico (Isis) “via internet” e avevano cercato di acquistare armi. “Hanno comunicato tra di loro con WhatsApp e Telegram e solo due di loro si conoscevano da prima. Il leader del gruppo è dello Stato di Parana (sud)”, ha precisato il ministro, riferendo di una “cellula molto amatoriale”. I 10 arrestati erano sorvegliati dallo scorso aprile, “avevano aderito a un gruppo denominato ‘Difensori della sharia’ e stavano progettando di acquisire armi per commettere dei crimini in Brasile e anche all’estero”, ha aggiunto De Moraes. In un comunicato, il ministero della Giustizia ha precisato che “la polizia federale ha lanciato oggi un’operazione, denominata Hashtag, per smantellare un gruppo coinvolto nella promozione dello Stato islamico e nell’esecuzione di azioni preparatorie alla messa in atto di attentati terroristici e altre azioni criminali”. Sono stati quasi 130 gli agenti coinvolti nell’operazione, condotta in diversi Stati del Paese. All’indomani dell’attacco a Nizza, il 14 luglio scorso, le autorità brasiliane hanno annunciato un rafforzamento delle misure di sicurezza. Per i Giochi olimpici saranno mobilitati circa 85.000 poliziotti e militari per proteggere 10.500 fra atleti, staff e giornalisti, oltre al mezzo milione di spettatori attesi a Rio.
Sono passati 44 anni dal primo attacco terroristico portato al mondo dello sport e oggi Rio trema ricordando gli ultimi eccidi delle cellule terroristiche in Europa ma anche Monaco 1972 quando, per la prima volta nella loro storia, le Olimpiadi furono macchiate dal sangue: morirono 11 atleti, cinque feddayn e un poliziotto tedesco. Da allora l’incubo terrorismo non e’ svanito ma semmai, soprattutto dopo gli attentati alle Torri Gemelle 2001, cresciuto di livello e gli ultimi eventi – arrestate oggi dalla polizia brasiliana 10 persone che stavano preparando un attentato durante i Giochi – ne sono la conferma piu’ evidente. Uno stato di allerta globale che tra il 5 agosto e il 18 settembre (fine Paraolimpiadi) mettera’ in campo un vero e proprio esercito e che sara’ composto, secondo i dati forniti dal ministero della Difesa, da 5 mila uomini della Forza nazionale di sicurezza pubblica, 22 mila militari (di cui 14.800 dell’esercito, 5.900 della marina e 1.300 dell’aeronautica), oltre al contingente fisso di Rio di polizia civile e militare: in totale 85 mila uomini. Resta il fatto che l’incubo presunto o reale del terrorismo rischia anche in questa edizione di farla da protagonista, come altre volte in passato.
MONACO 1972 – I Giochi furono sconvolti dalla peggiore tragedia della loro storia. Un vero e proprio massacro avvenuto quando un commando del gruppo palestinese ‘Settembre Nero’ fece irruzione negli alloggi israeliani del Villaggio olimpico uccidendo due atleti e prendendone in ostaggio altri nove, anche loro poi uccisi in un conflitto a fuoco tra sequestratori e forze di sicurezza all’aeroporto della citta’ bavarese. Morirono anche cinque guerriglieri, due poliziotti tedeschi e un pilota.
ATLANTA 1996 – L’ultima Olimpiade macchiata di sangue: una bomba collocata dall’estremista americano Robert Rudolph provoco’ due morti e oltre 110 feriti nel Parco olimpico della citta’ americana. L’attentatore, appartenente al movimento “supremazia bianca” e militante dell'”Esercito di Dio”, viene arrestato solo 7 anni dopo, nel 2003.
SALT LAKE CITY 2002 – I Giochi invernali di Salt lake City dovevano essere l’Olimpiade della ‘grande paura’, il primo grande evento ospitato negli Usa a soli cinque mesi dagli attentati alle Torri Gemelle e al Pentagono. Il bilancio fu invece da medaglia d’oro per l’apparato della sicurezza: solo segnalazioni di pacchi sospetti tutte infondate.
ATENE 2004 – Alle Olimpiadi del 2004, le prima dopo le Torri gemelle, il tema della sicurezza fu una delle priorita’ per gli organizzatori, che per scongiurare il pericolo di attentati investirono oltre 1 miliardo di euro, quattro volte di piu’ rispetto a Sydney 2000.
LONDRA 2012 – L’impegno per la sicurezza delle ultime Olimpiadi, a Londra nel 2012 e’ stato imponente, lo sforzo piu’ ampio mai attuato nel Regno Unito in tempo di pace. L’aviazione controllava lo spazio aereo della capitale, navi da guerra vigilavano sul Tamigi e l’esercito aveva a disposizione persino dei missili terra-aria. Nel complesso, i costi per la sicurezza superarono il miliardo di sterline.