La quarta ondata di calore africano cinge d’assedio la Penisola con picchi storici (fino a 48 °C percepiti a Napoli) e 26 città in bollino rosso. L’estate 2026 punta a superare il primato assoluto del 2003, mentre al Nord si registrano temporali violenti, frane e bacini idrici ai minimi storici.
1. Previsioni e record di calore
Secondo i meteorologi (iLMeteo.it e Università di Trento), l’attuale fase d’afa eccezionale si protrarrà per almeno altri 10 giorni, fin oltre la metà di agosto:
- I bollini del Ministero della Salute: Dopo il picco di 27 città in bollino rosso raggiunto il 5 agosto, il livello di massima allerta riguarda 26 città, per poi passare a 21 sabato 8 agosto (con un lieve calo in alcune città del Nord come Milano, Torino, Brescia, Verona e Venezia).
- Rischio record storico: Con oltre due mesi di canicola distribuiti su quattro distinte ondate africane tra maggio e agosto, l’estate 2026 rischia concretamente di insidiare e superare il record dell’estate 2003.
- Prospettive post-Ferragosto: Un’attenuazione della quarta ondata di calore è ipotizzata solo per la settimana dal 17 al 23 agosto, con l’arrivo di aria più fresca dal Nord Europa.
2. Emergenza idrica, incendi e frane sul territorio
L’ondata di calore prolungata sta provocando ripercussioni critiche sulla sicurezza, sulle risorse idriche e sulle infrastrutture:
- Siccità e fiumi al minimo: Si registra il dimezzamento delle riserve idriche in Lombardia; il Po e i principali bacini laghi/fiumi del Nord sono ai livelli minimi storici.
- Incendi da autocombustione e roghi: Fiamme attive in varie regioni, tra cui un rogo di rifiuti nel Pavese causato dalle alte temperature, incendi nell’Aquilano (Rocca di Cambio), nel Cosentino (Santa Maria del Cedro) e sul Monte Moregallo (Lecco).
- Maltempo e frane al Nord: La violenta transizione termica ha causato intense precipitazioni e una colata detritica in Alto Adige, che ha portato all’isolamento della Valle Aurina nella zona di Gisse.
- Alpinismo e animali domestici: Bloccati diversi itinerari sulle Alpi per la mancanza di condizioni di sicurezza. In vari comuni (es. Quartu Sant’Elena) sono scattate ordinanze a tutela degli animali domestici, ed è attivo il numero di pubblica utilità 1500 del Ministero della Salute.