La giornata parlamentare del 11 marzo 2026 si chiude con una frattura netta tra il Governo e le opposizioni. Quello che era iniziato in Senato come un “appello alla coesione nazionale” si è trasformato alla Camera in uno scontro frontale, facendo naufragare l’ipotesi di un tavolo comune a Palazzo Chigi sulla crisi iraniana.
Il clima istituzionale è saltato durante le repliche alla Camera, dove i toni si sono inaspriti:
- Meloni contro il PD: La Premier ha accusato i dem di “strabismo” ideologico, affermando che celebrano gli USA per la liberazione dal nazifascismo ma li condannano quando intervengono contro altre dittature. Ha rivendicato con orgoglio di essere “diversa” dalle opposizioni.
- La replica di Schlein: La segretaria PD ha invitato Meloni a “posare la clava”, accusandola di voler trascinare il Parlamento in una “lotta nel fango” e definendo l’appello all’unità un bluff durato solo due ore.
- L’affondo di Conte: Il leader M5S ha accusato la Premier di non avere la “schiena dritta” di fronte agli USA e di aver paragonato cinicamente crisi diverse (Soleimani nel 2020 vs l’attuale crisi a Gaza).
2. LINEA MILITARE E BASI USA: LA “PRUDENZA ESTREMA”
Sulla partecipazione italiana al conflitto, Meloni ha ribadito una linea di estrema cautela:
- Basi militari: Ha confermato che non è arrivata alcuna richiesta dagli USA per l’uso delle basi italiane oltre gli accordi bilaterali. Se accadesse, la decisione passerebbe per il Parlamento. Schlein ha però incalzato: “Dica subito che non daremo supporto ad attacchi illegali”.
- Stretto di Hormuz: L’Italia valuta con prudenza l’invio di navi per scortare i mercantili (missione di scorta), per l’alto rischio di coinvolgimento diretto. Il dibattito sugli “strumenti” per difendere la navigazione è ancora in corso.
- Libano e Unifil: Meloni ha chiesto a Netanyahu garanzie per i soldati italiani e ha ipotizzato una revisione delle regole d’ingaggio per prorogare la missione.
3. DOSSIER ENERGIA E ACCISE
Sul fronte economico, la Premier ha annunciato alcune mosse strategiche:
- Rilascio scorte AIE: Meloni ha applaudito allo sblocco di 400 milioni di barili (una cifra rivista al rialzo rispetto alle prime indiscrezioni) per mitigare i prezzi.
- Accise Mobili: Il governo si è preso una settimana per decidere se tagliare le accise. Meloni ha avvertito: “Pronti ad aumentare le tasse a chi specula sui carburanti”.
- Sospensione ETS: Al Consiglio UE, l’Italia chiederà di sospendere il sistema di scambio delle quote di emissione (ETS) sul termoelettrico per abbassare i costi delle bollette.