Prende il via la maratona elettorale delle Europee 2024. Alle 7.30 i Paesi Bassi sono stati i primi in Ue ad aprire i seggi, inaugurando una sessione elettorale che in quattro giorni porterà al voto oltre 370 milioni di elettori da Lisbona a Tallinn.
Si sono aperte in Olanda le urne per la decima tornata elettorale del Parlamento europeo, che si concluderà domenica alle 23. Tra gli eurocittadini che si recheranno alle urne figurano anche ragazzi e ragazze di 16 anni. Successo in 4 Paesi: Austria, Belgio, Germania e Malta. In Grecia bisogna invece averne compiuti 17, mentre resta la soglia dei 18 per tutti gli altri Stati membri, Italia compresa. I trattati europei lasciano infatti i Paesi liberi di definire l’età minima per il voto. Si stima che 23 milioni di persone voteranno per la prima volta.
A dare una buona notizia è Eupinions, lo strumento europeo di ricerca della Bertelsmann Stiftung, secondo cui tra i 16 e 25 anni i giovani sono più europeisti rispetto alle fasce d’età più anziane: il 78% è felice che il suo Paese faccia parte dell’Unione (percentuale che scende a 65 per i “più agée”), mentre il 69% si dice più soddisfatto del funzionamento della democrazia nell’Ue (contro il 55%). Ogni dubbio, comunque, si scioglierà dopo le ore 23 di domenica 9 giugno, quando le urne chiuderanno in tutti e 27 gli Stati membri.
Nel 2019, l’affluenza mediatica totale è stata del 50,66% (+8,06 rispetto al 2014), una cifra record resa possibile proprio dall’ampia adesione dei giovani. Ora, i più entusiasti sono i romeni ei portoghesi, rispettivamente con 78% e 77%. Seguono belgi e polacchi (69%) e poi spagnoli (68%) e italiani, questi ultimi con il 67% di “sì, andrò a votare”. In Germania sono il 65% e in Francia il 62%. Fanalini di coda Malta, Lituania e Lussemburgo con 47%, 46% e 41%. In generale, la media europea dei “no” è del 13%, con un picco proprio del 13% in Ungheria: all’altro estremo della graduatoria c’è il Lussemburgo, con l’1%. L’Italia è invece al 4%.
I siti web di diversi partiti politici sono stati attaccati in Olanda, dove oggi sono iniziate le operazioni di voto per le elezioni europee. Si riferisce l’emittente Nos, spiegando che si è trattato di attacchi DoS e sottolineando che si è trattato di un inconveniente per gli elettori che volevano cercare oggi informazioni sui candidati alle europee e sulle loro posizioni. Sono stati colpiti i siti del Partito per la libertà (Pvv) del leader di estrema destra Geert Wilders, del Forum per la Democrazia di Thierry Baudet (FvD) e del partito Appello Cristiano Democratico (Cda). Secondo quanto riporta l’Algemeen Dagblad, i siti sono successivamente tornati accessibili. Il gruppo di hacker filorusso Hacknet ha scritto che continua “ad attaccare i siti web dei Paesi Bassi e dei loro partiti”, riporta ancora Nos”.