Svolta epocale e repentina nella politica britannica. Andy Burnham è stato proclamato all’unanimità nuovo leader del Partito Laburista e, a partire da lunedì prossimo, assumerà ufficialmente l’incarico di Primo Ministro del Regno Unito.
L’ex sindaco di Manchester, 56 anni, succede a Keir Starmer dopo essere stato acclamato senza alcuna opposizione, grazie a un sostegno plebiscitario che ha unito il gruppo parlamentare del Labour e i potenti sindacati affiliati. Nel suo discorso di insediamento, Burnham ha promesso una radicale rottura economica, definendo questo momento storico come “la nostra ultima chance per cambiare”.
1. Il manifesto di Burnham: “Basta con 40 anni di neoliberismo”
Il discorso del neo-leader ha segnato una netta virata ideologica a sinistra rispetto alla cautela centrista degli ultimi anni, pur mantenendo un forte appello all’unità nazionale. Burnham ha promesso il più grande cambiamento della politica britannica dagli anni ’80 a oggi.
Andy Burnham alla nazione e al partito: «Sono pronto a governare e a promuovere una politica di reale cambiamento. Dobbiamo avere il coraggio di tracciare una strada diversa rispetto a quella seguita negli ultimi decenni: questo è il momento di svolta più significativo dopo 40 anni di neoliberismo. Dobbiamo creare un Paese in cui il costo della vita sia sostenibile e ogni territorio possa migliorare la propria condizione. Questa è la nostra ultima chance».
2. Le 5 priorità per un “Unico Team Labour”
Per realizzare questa transizione e sbarrare la strada all’avanzata della destra populista di Reform UK, Burnham ha dettato le cinque linee guida che orienteranno il suo esecutivo a partire dalla prossima settimana.
IL PIANO IN 5 PUNTI DI ANDY BURNHAM
├── UN SOLO TEAM LABOUR: Superare le correnti interne; le divisioni sono un lusso che pagano i più deboli.
├── UNA NUOVA POLITICA: Abbandonare la "tossicità" del dibattito e i facili vantaggi polemici per concentrarsi sulle soluzioni.
├── CAMBIO DI ROTTA ECONOMICO: Archviare i dogmi neoliberisti per rimettere i lavoratori e il welfare al centro del sistema.
├── LEADERSHIP PER TUTTO IL REGNO: Unire l'intero Paese (Inghilterra, Scozia, Galles e Irlanda del Nord), senza dimenticare i territori isolati.
└── DEVOLUTION RADICALE: Trasferire poteri decisionali e risorse da Westminster e Whitehall direttamente alle comunità locali.
Tra le grandi riforme strutturali citate, il premier in pectore ha inserito la risoluzione della crisi dell’assistenza sociale (social care), definita una delle grandi questioni colpevolmente trascurate dalla politica negli ultimi decenni.
3. L’omaggio a Starmer: “Ci ha portati dalla polvere alla vittoria”
Nonostante il cambio di rotta programmatico indichi l’archiviazione della stagione di Keir Starmer, Burnham ha voluto tributare un ringraziamento caloroso e visibilmente emozionato al premier uscente, rivendicando i successi degli ultimi due anni di governo laburista.
- Dalla sconfitta al governo: «Sotto la guida di Keir Starmer siamo passati dalla nostra peggiore sconfitta a una delle più grandi vittorie della nostra storia. Ha riportato il Labour nella condizione di cambiare la vita delle persone».
- L’eredità difesa: Il nuovo leader ha ricordato le conquiste già ottenute, come i nuovi diritti per lavoratori e inquilini e il calo delle liste d’attesa nel Servizio Sanitario Nazionale (NHS), ironizzando sul fatto che non accadeva da quando lui stesso era ministro della Salute (nel governo Brown).
- La promessa: «Costruirò sulle fondamenta gettate da Keir. Ai luoghi dimenticati di tutto il Paese, da nord a sud, dico: torneremo a essere la versione del Partito Laburista che un tempo conoscevate. Restituiremo la speranza».
Da lunedì, con l’ingresso a Downing Street e il formale passaggio di consegne davanti a Re Carlo III, si aprirà ufficialmente l’era Burnham. Il mondo politico britannico attende ora di capire i nomi della nuova squadra di governo e le prime mosse economiche per attuare la promessa sbandata contro il neoliberismo.