Il governo di Keir Starmer vacilla. A soli sette giorni dalla pesante disfatta elettorale alle amministrative del 7 maggio, il Segretario di Stato per la Salute, Wes Streeting, ha rassegnato oggi le sue dimissioni. Non si tratta di un semplice addio, ma del guanto di sfida ufficiale lanciato alla leadership del Primo Ministro: Streeting, 43 anni e figura di punta della destra laburista, è il primo a candidarsi formalmente per la guida del partito e del Paese.
La lettera di dimissioni: “C’è un vuoto di visione” In una lettera aperta durissima inviata a Downing Street, Streeting ha motivato la sua scelta parlando di una “perdita di fiducia” nel premier. “Dove abbiamo bisogno di una visione, c’è un vuoto. Dove abbiamo bisogno di una direzione, c’è incertezza”, ha scritto l’ormai ex ministro, definendo i recenti risultati elettorali come una sconfitta “senza precedenti per entità e conseguenze”.
Streeting ha incalzato Starmer sui grandi temi globali, dalle guerre in Europa e Medio Oriente alla rivoluzione tecnologica, sostenendo che l’attuale leadership non stia offrendo soluzioni all’altezza delle sfide del XXI secolo. “Restare al mio posto sarebbe disonorevole”, ha concluso, chiedendo un dibattito aperto che sia una “battaglia di idee e non di fazioni”.
L’eredità contesa: i dati sulla sanità Prima di formalizzare il passo indietro, Streeting ha cercato di blindare la propria immagine rivendicando successi record nella gestione dell’Nhs (il servizio sanitario nazionale). In un comunicato diffuso poche ore prima delle dimissioni, ha vantato il “maggior taglio delle liste di attesa degli ultimi 17 anni”, attribuendo il merito ai massicci investimenti del suo biennio.
Tuttavia, le sue dichiarazioni sono finite immediatamente nel mirino della stampa britannica. Il Guardian ha sollevato forti dubbi, sottolineando come i dati sbandierati da Streeting non sembrino allineati con le statistiche ufficiali di Nhs England. Una discrepanza che rischia di diventare il primo terreno di scontro della campagna per la leadership.
Scenari futuri Le dimissioni di Streeting aprono ufficialmente la corsa per la successione. Mentre Starmer cerca di fare quadrato attorno ai fedelissimi, il Partito Laburista entra in una fase di profonda instabilità. Per Streeting, l’obiettivo è chiaro: presentarsi come il volto nuovo e dinamico capace di colmare il “vuoto” di potere e visione che, a suo dire, sta trascinando il governo verso il baratro.