Un durissimo colpo d’intelligence e militare è stato messo a segno dalle forze armate ucraine nell’oblast occupato di Kherson. Le forze di Kiev hanno preso di mira e centrato la sede locale del Servizio Federale di Sicurezza russo (FSB) – erroneamente indicata nei primi lanci di agenzia con la sigla Usb – infliggendo pesanti perdite logistiche e umane ai reparti di occupazione di Mosca.
L’incursione, avvenuta nelle scorse ore, è stata rivendicata ufficialmente dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky attraverso un messaggio sul suo profilo X, mentre da Mosca, al momento, viene mantenuto il più stretto silenzio stampa.
Il bilancio del raid: colpiti l’FSB e la contraerea russa
Secondo quanto riferito dal comando di Kiev e confermato dallo stesso Zelensky, l’attacco mirato ha centrato in pieno il centro di comando dei servizi segreti russi e una delle difese aeree a protezione dell’area.
Il bilancio strategico dell’operazione comprende:
- Circa 100 militari russi fuori combattimento tra morti e feriti rimasti coinvolti nel crollo della struttura.
- La distruzione totale di un sistema missilistico terra-aria Pantsir-S1, uno dei gioielli della contraerea russa a corto e medio raggio, utilizzato per intercettare droni e missili.
“I russi devono capire che devono porre fine a questa loro guerra. Le nostre sanzioni a medio e lungo raggio continuano e continueranno a funzionare.” — Volodymyr Zelensky, Presidente dell’Ucraina
Budanov: “Mosca sta abbassando l’asticella della vittoria”
L’efficacia della recente campagna di attacchi ucraini condotti con droni e missili di nuova generazione sta, secondo Kiev, logorando i piani a lungo termine del Cremlino. Una tesi supportata dall’analisi geopolitica rilasciata da Kyrylo Budanov, capo dell’ufficio presidenziale ucraino (e capo dell’intelligence militare).
Secondo Budanov, la frequenza dei successi militari ucraini dietro le linee nemiche sta costringendo la leadership russa a ridimensionare la narrativa interna sugli obiettivi della cosiddetta “operazione militare speciale”, preparando la popolazione a una pace di compromesso che possa comunque essere spacciata per un successo:
“Circa una settimana fa nei media e nella propaganda di regime russa è emersa una nuova narrativa: ‘L’Ucraina dovrebbe essere semplicemente uno stato denuclearizzato e non aderire ad alcuna alleanza militare’. Si tratta di un nuovo obiettivo, ovvero l’asticella delle pretese del Cremlino si sta abbassando un po’. È normale, perché il tempo passa e ovviamente l’obiettivo iniziale di conquistare e controllare l’intero Paese non è stato raggiunto. Il governo russo sta preparando l’opinione pubblica a percepire il non allineamento dell’Ucraina come il vero successo bellico. Iniziano a dire: ‘Li renderemo non allineati, questa è la nostra vittoria’”.
L’intelligence ucraina valuta questo slittamento retorico di Mosca come il primo vero segnale di flessibilità diplomatica della Federazione Russa dall’inizio del conflitto, spinto proprio dalla necessità russa di trovare una via d’uscita onorevole da rivendere sul fronte interno.