Si è concluso dopo tre ore e mezza il vertice d’emergenza dei 27 ministri dell’Interno dell’UE sulla crisi di Ceuta. Bruxelles conferma che nessun irregolare è entrato nello spazio di libera circolazione. L’Italia rassicura Madrid sulla sospensione di Schengen ma potenzia i controlli ai confini e rilancia la linea dura sugli hub di rimpatrio.
Il vertice straordinario UE: solidarietà a Madrid e il caso Schengen
La videoconferenza dei ministri dell’Interno si è chiusa con un messaggio di forte supporto nei confronti della Spagna, riconciliando in parte i toni dopo lo scontro dei giorni scorsi:
- Gestione dell’emergenza: Il ministro spagnolo Fernando Grande-Marlaska ha comunicato che dei 72.000 irregolari giunti a Ceuta durante la crisi, 70.000 sono già stati fatti rientrare in Marocco.
- Nessun impatto su Schengen: Il commissario europeo agli Affari Interni Magnus Brunner ha confermato che la sicurezza dello spazio di libera circolazione non è mai stata compromessa: “Nessun migrante arrivato a Ceuta è penetrato nell’area Schengen”.
- La richiesta a Roma: Sulla base di questi dati, il governo di Pedro Sánchez ha chiesto formalmente all’Italia di revocare i controlli aggiuntivi alla frontiera, definendo la chiusura disposta dal governo Meloni “una misura del tutto priva di proporzionalità e necessità”.
La posizione dell’Italia: controlli potenziati e pressing sugli hub
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha cercato di smorzare le tensioni diplomatiche con Madrid, senza tuttavia arretrare sulla linea di rigore dell’esecutivo italiano:
“La sospensione temporanea di Schengen non è stata in alcun modo un atto rivolto contro la Spagna, ma una scelta cautelare e organizzativa.” — Matteo Piantedosi, Ministro dell’Interno
- Potenziamento dei confini: L’Italia ha disposto l’invio di 500 agenti in più per intensificare i controlli di sicurezza alle frontiere aeroportuali e marittime.
- Freno della Commissione sui regolarizzati: Bruxelles ha concesso un punto alle perplessità italiane ed europee sulle recenti politiche di regolarizzazione attuate da Madrid, definendole “un segnale non positivo nel contesto europeo”.
- Condizionalità sui rimpatri: Piantedosi ha ribadito la necessità di applicare stringenti leve economiche e commerciali nei confronti dei Paesi terzi che rifiutano di riaccogliere i propri cittadini irregolari, insistendo sulla creazione di hub di rimpatrio in Paesi terzi (modello Albania), tema che resta tuttavia al centro del dibattito ma ancora lontano da un’intesa comunitaria unitaria.
Nuova allerta nell’exclave: segnalazioni di un assalto a metà agosto
Nonostante la situazione nell’exclave spagnola a nord del Marocco sia momentaneamente rientrata sotto controllo, le autorità locali e l’intelligence mantengono l’allerta al massimo livello. Monitoraggi sulle piattaforme social indicano il possibile coordinamento da parte dei gruppi di clandestini per un nuovo assalto di massa ai reticolati di confine fissato per il 15 agosto.