TAJANI DIFENDE IL CODICE ONG
‘Sono necessari pieno coordinamento e cooperazione tra Stati membri durante le operazioni di soccorso e salvataggio, in linea con la Legge internazionale del mare’. E’ il commento del portavoce della Commissione europea sul caso della nave della Ong spagnola Proactiva Open Arms, da 48 ore in attesa di autorizzazione per sbarcare 3 persone soccorse al largo della Libia. Il presidente del Parlamento Ue Tajani intanto difende il codice per le Ong: ‘Servono le regole ed e’ indispensabile siano rispettate. L’Italia parli con voce unica ed e’ stato importante il messaggio del presidente della Repubblica’.
“Il codice è indispensabile: servono le regole ed è indispensabile siano rispettate”. Lo ha detto intervistato a Rainews 24 il presidente dell’Europarlamento Antonio Tajania proposito del codice delle Ong e dell’emergenza migranti. Tajani ha sottolineato che “la Commissione è stata chiara ma è importante che l’Italia parli con voce unica: non possono esserci politiche ondivaghe ed in questa direzione è stato importante il messaggio del presidente della Repubblica”.
“Questa mattina i guardiacoste libici finanziati dall’Italia e dalla Ue ci hanno minacciati in maniera molto aggressiva, arrivando a sparare sopra le nostre teste, in aria. La nostra barca stava a 13 miglia, fuori dalle acque libiche. E’ stato un atto deplorevole”. Lo dice il fondatore della Ong spagnola Proactiva Open Arms Oscar Camps intervistato dalla Efe. Camps ha premesso la ricostruzione vicenda della nave Golfo Azzurro, spiegando che le autorita’ italiane ieri hanno negato l’accesso al porto di Lampedusa per sbarcare tre persone soccorse nel Mediterraneo. “L’Italia ci ha negato l’entrata a Lampedusa”, ha raccontato Camps alla Efe, spiegando che la Guardia Costiera italiana aveva autorizzato il salvataggio di una imbarcazione che navigava alla deriva ed e’ stata localizzata a circa 100 miglia dalle coste libiche, ma che dopo “soprendentemente” “ha negato l’entrata per lasciare queste persone a Lampedusa”. Camps ha aggiunto che nemmeno Malta ha offerto una soluzione e che i due paesi, Italia e Malta, si sono hanno di fatto rimpallate le responsabilita’: “Un paese ci manda dall’altro – ha aggiunto – e questa e’ una volta di piu’ la dimostrazione della disorganizzazione dell’Europa. Siamo in acque internazionali in attesa che ci autorizzino di entrare in Sicilia”, ha aggiunto Camps, secondo cui all’alba di oggi saranno state 24 ore di attesa per ottenere una autorizzzione. Il fondatore di Proactiva ha quindi raccontato che un’altra imbarcazione ha subito le minacce dei guardiacosta libici, i quali hanno sparato per fare in modo che la nave si allontanasse verso l’Italia. “Questa mattina i guardiacoste libici finanziati dall’Italia e dalla Ue ci hanno minacciati in maniera molto aggressiva arriavando a sparare sopra le nostre teste, in aria. Questa barca stava a 13 miglia, fuori dalle acque libiche. E’ stato un atto deplorevole”. Secondo Camps, la Ue sta mettendo in atto una campagna contro le Ong nel Mediterraneo, “usano accuse non provate o investigano coloro che non hanno aderito al codice di condotta” approvato dall’Italia per gestire la crisi migratoria nel Mediterraneo. “Tutti dicono lo stesso, che sospettano delle nostre attivita’ – conclude Camps – che facciamo traffico di esseri umani, che entriamo nelle acque libiche. Accuse non vere, perche’ tutte le Ong che si trovano nel Mediterraneo lavorano in cordinamento con la Guardia Costiera italiana”.