Bruxelles sceglie la strada del dialogo e congela le rappresaglie commerciali, nonostante la minaccia del 30% sui prodotti europei. La Premier italiana elogia la forza dell’Unione, mentre le opposizioni attaccano il governo.
L’Unione Europea risponde alla provocazione di Donald Trump con una mossa strategica: la sospensione delle contromisure sui dazi. Una decisione che segna la vittoria della prudenza a Bruxelles, pur senza disarmare il fronte più propenso alla rappresaglia. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato l’estensione della sospensione delle contromisure fino all’inizio di agosto, un chiaro segnale di apertura verso una soluzione negoziata con gli Stati Uniti.
La linea del “guanto di velluto” è stata accolta con favore anche dalla Presidente del Consiglio italiana, Giorgia Meloni, che ha espresso apprezzamento per la scelta e ha ribadito il pieno sostegno del governo alla Commissione Europea. “L’Ue ha la forza per farsi valere”, ha dichiarato Meloni, sottolineando la capacità dell’Unione di affrontare la situazione con fermezza e diplomazia.
La minaccia di Trump di imporre dazi generalizzati del 30% sui prodotti europei a partire dal 1° agosto ha creato notevole apprensione. La sospensione delle contromisure Ue, inizialmente disposta per 90 giorni ad aprile in risposta ai dazi Usa su acciaio e alluminio, sarebbe scaduta a breve. La proroga di altre due settimane è motivata dalla volontà di “usare al meglio il tempo disponibile per una soluzione negoziata”, come spiegato da von der Leyen. L’obiettivo primario è evitare un’escalation commerciale che potrebbe avere ripercussioni significative sull’economia globale.
“Siamo sempre stati chiari sul fatto che preferiamo una soluzione negoziata. Questo rimane vero”, ha affermato la presidente della Commissione, ribadendo tuttavia che l’Europa è “pienamente pronta” a reagire con contromisure nel caso in cui il dialogo dovesse fallire. Sul tavolo dell’esecutivo comunitario ci sono due pacchetti di misure in sospeso: il primo, da quasi 21 miliardi di euro, in risposta ai dazi su acciaio e alluminio; il secondo, da 72 miliardi, contro i dazi “universali” in fase di finalizzazione. Un passaggio politico su quest’ultimo è atteso lunedì al Consiglio Esteri ‘Trade’ a Bruxelles.
La Commissione Europea ha a disposizione anche lo Strumento Anti-Coercizione, un meccanismo progettato per rispondere a pressioni economiche da parte di Paesi terzi. Per il momento, Bruxelles lo tiene in stand-by. “È stato creato per situazioni straordinarie. Non siamo ancora a quel punto”, ha precisato von der Leyen, indicando una volontà di non inasprire ulteriormente la situazione.
Dalla riunione degli ambasciatori dei 27 Paesi membri (Coreper) è emerso un ampio sostegno per la strategia di von der Leyen, con l’intenzione di proseguire sulla via del negoziato. Si spera che la lettera “shock” di Trump abbia un valore tattico nell’ambito delle trattative, pur con la consapevolezza che tutte le contromisure debbano essere predisposte in caso contrario.
Nonostante la linea prevalente di prudenza, alcune voci all’interno dell’UE spingono per una maggiore fermezza. Da Berlino, il vicecancelliere e ministro delle Finanze Lars Klingbeil ha dichiarato: “Se non si riuscirà a negoziare una soluzione equa, dovremo prendere contromisure decise per proteggere posti di lavoro e imprese in Europa”. Anche il presidente francese Emmanuel Macron aveva invocato reazioni immediate, inclusa la possibile attivazione dello strumento anti-coercizione, mentre il premier spagnolo Pedro Sanchez ha ribadito il sostegno alla Commissione e l’importanza dell’unità.
In un contesto di incertezza nelle relazioni con gli Stati Uniti, la Commissione Europea sta rafforzando la sua strategia di diversificazione commerciale. Von der Leyen ha annunciato oggi un’intesa politica per concludere un accordo di libero scambio con l’Indonesia, al termine di un negoziato durato quasi un decennio. L’accordo, che dovrebbe essere finalizzato a settembre, promette di aprire nuove opportunità in settori chiave come l’agricoltura e l’automotive, oltre a rafforzare le catene di approvvigionamento di materie prime essenziali per le industrie europee.
“Aprirà nuovi mercati e creerà maggiori opportunità per le nostre imprese”, ha concluso von der Leyen, guardando con ottimismo alla rapida conclusione dell’accordo. Nel frattempo, le opposizioni in Italia non hanno mancato di attaccare il governo sulla gestione della crisi, mentre le esportazioni cinesi verso gli USA hanno registrato un aumento significativo, +32,4% a giugno, a testimonianza della complessità del panorama commerciale globale.