Donald Trump alza la posta e trasforma la crisi nel Golfo in un test di sopravvivenza per la NATO. In un’intervista al Financial Times rilasciata a bordo dell’Air Force One, il Presidente degli Stati Uniti ha lanciato un avvertimento senza precedenti ai partner europei: se gli alleati non contribuiranno militarmente alla messa in sicurezza dello Stretto di Hormuz, il futuro dell’Alleanza Atlantica sarà “molto negativo”.
Il tycoon ha utilizzato il sostegno fornito a Kiev come una pesante fiche negoziale. «Non eravamo obbligati ad aiutare l’Ucraina, che si trova a migliaia di chilometri da noi, ma lo abbiamo fatto», ha tuonato Trump. «Ora vedremo se loro aiuteranno noi. Ho sempre detto che noi ci saremo per loro, ma loro non ci saranno per noi. E non sono nemmeno sicuro che lo faranno». Per la Casa Bianca, il concetto di mutua difesa deve ora spostarsi dalle pianure dell’est Europa alle acque strategiche dove transita il greggio mondiale.
L’attacco frontale all’Iran e il dossier “AI”
Mentre le compagnie petrolifere avvisano che la crisi è destinata a peggiorare, Trump ha rincarato la dose contro Teheran su Truth Social, accusando il regime di usare l’Intelligenza Artificiale per creare una forza militare fittizia. «Sono maestri della manipolazione e delle fake news. Mostrano navi kamikaze generate dall’IA che non esistono e edifici in fiamme che sono sani», ha scritto il Presidente, ribadendo però la superiorità bellica americana: «Possiamo colpire l’isola di Kharg in cinque minuti».
Pressione sulla Cina e cautela UE
Trump ha chiamato in causa direttamente anche Pechino, sottolineando che il 90% del petrolio cinese transita da Hormuz. Il viaggio per incontrare Xi Jinping a fine mese è ora in bilico: il tycoon attende segnali concreti di cooperazione prima di confermare il vertice. Pechino ha replicato chiedendo agli USA di correggere i «comportamenti scorretti sul commercio».
In Europa, il dossier è approdato oggi al Consiglio Esteri. L’Unione sta valutando un rafforzamento della missione navale Aspides, ma resta l’estrema cautela sull’invio di navi da guerra direttamente nello Stretto, temendo un allargamento del conflitto. Londra, invece, sta già valutando l’invio di droni dragamine.
Israele bombarda Teheran: «Servono altre tre settimane»
Sul campo, la situazione è incandescente. Nella notte Israele ha lanciato un’offensiva su larga scala direttamente contro Teheran. Fonti della difesa israeliana stimano che servano “almeno altre tre settimane” di operazioni per annientare i migliaia di obiettivi restanti, mentre i droni iraniani continuano a minacciare i Paesi del Golfo, costringendo alla sospensione delle attività nell’aeroporto di Dubai.
Un bilancio di guerra trionfale misto a un duro risentimento verso la NATO e i partner asiatici. Donald Trump, parlando alla Casa Bianca, ha dipinto un quadro di devastazione totale per la Repubblica Islamica dopo l’inizio dell’offensiva del 28 febbraio scorso: «Li abbiamo letteralmente cancellati. La loro Marina è sparita, le difese aeree decimate, i radar non esistono più».
La conta dei danni: 7.000 obiettivi colpiti
Secondo il tycoon, l’asse Usa-Israele ha raggiunto risultati senza precedenti:
- Decapitazione militare: «I leader non ci sono più e i missili stanno sparendo perché ne sono rimasti pochissimi».
- Produzione bellica: Colpiti oggi altri tre impianti chiave per impedire a Teheran di ricostituire l’arsenale.
- L’isola di Kharg: Trump ha confermato la distruzione di quasi tutte le infrastrutture sull’isola, eccetto gli oleodotti. «Basta una mia parola — ha avvertito — e con un preavviso di soli 5 minuti sparirà tutto».
L’affondo agli alleati: «Noi vi proteggiamo, voi sparite»
Il cuore del malumore presidenziale è però la gestione della sicurezza marittima. Trump ha criticato aspramente Paesi come Giappone, Corea del Sud e le nazioni europee: «Le loro economie dipendono da Hormuz molto più della nostra, ma quando chiediamo ‘avete delle dragamine?’ ci rispondono che preferirebbero non essere coinvolti».
«Vi proteggiamo da 40 anni e ora vi tirate indietro su qualcosa di piccola entità?», ha incalzato il Presidente, sottolineando come il “livello di entusiasmo” degli alleati sarà determinante per i futuri rapporti di sicurezza.
Lo «shock» per la reazione iraniana
In un passaggio sorprendente, Trump si è detto “scioccato” che Teheran abbia attaccato i Paesi del Golfo e l’aeroporto di Dubai: «Nessuno se lo aspettava». Un’affermazione che contrasta con i ripetuti avvertimenti lanciati da mesi dall’Iran, che aveva promesso di incendiare l’intero Medio Oriente in caso di attacco al proprio territorio. Riguardo al possibile minamento dello Stretto di Hormuz, Trump è stato tranchant: «Non sappiamo se lo abbiano fatto, ma se così fosse, per loro sarebbe un suicidio».